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Guerra senza fine in Siria: continuano gli scontri ad Aleppo, si combatte strada per strada. Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno per varare nuove e ulteriori sanzioni contro il regime di Bashar al-Assad
Roma, 10 agosto 2012 - In Siria infuria la guerra civile (GUARDA IL MULTIMEDIA), con i quartieri dei ribelli di Aleppo messi a ferro e fuoco dall'esercito del regime e i campi di rifugiati ormai al limite della capienza.
ALEPPO - Si combatte strada per strada, in una guerra che non risparmia i civili. Una bomba è esplosa in un panificio e l’esercito ha affermato di aver respinto un attacco ribelle contro l’aeroporto. E si combatte nel quartiere meridionale di Salaheddin. Wassel Ayub, comandante della Brigata ‘Nur al-Haq’ che fa parte dell’Les, aveva precisato che il ripiegamento dal quartiere sarebbe stato deciso soltanto “per aprire un nuovo fronte” nei vicini sobborghi di Saif al-Dawla e Mashhad. Secondo un altro ufficiale del Libero Esercito, Hossam Abu Mohammed, “i nostri combattenti stanno riposizionandosi a Sukari”, verso la periferia sud-orientale, “dove si preparano a un contrattacco”.
BOMBE TERMO-BARICHE - I governativi, secondo le ong che operano fuori dalla Siria, non avrebbero esitato a fare ricorso alle bombe termo-bariche: ordigni caricati con un liquido altamente infiammabile che in pochi secondi, oltre a generare una violentissima onda d’urto, sviluppa una temperatura estremamente elevata, in grado di consumare all’istante tutto l’ossigeno e d’incenerire qualsiasi cosa si trovi nel raggio di pochi metri. Almeno una quarantina di edifici sarebbero crollati sotto le esplosioni provocate da tali bombe.
DIPLOMAZIA - La comunità internazionale insiste per un piano di transizione. L’ultimo a parlarne, affermando che il Consiglio di Sicurezza deve mostrarsi “unito per realizzarla il più presto possibile”, è stato Lakhdar Brahimi, designato inviato speciale del Palazzo di Vetro e della Lega Araba al posto di Kofi Annan. Gli Stati Uniti stanno per varare nuove e ulteriori sanzioni contro il regime di Bashar al-Assad e contro “altre entità che lo assistono”: lo hanno riferito in via riservata fonti dell’amministrazione Usa al seguito del segretario di Stato, Hillary Clinton, nella missione che sta compiendo in Africa l’ex ‘first lady’. Le misure saranno annunciate ufficialmente in giornata a Washington.
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