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Strage nel sud-est della Francia. Gli investigatori che seguono il caso della famiglia sterminata stanno concentrando le indagini sui rapporti tra il padre di famiglia di origine irachena, Saad al-Hilli, e suo fratello
Annecy (Francia), 7 settembre 2012 - Una lite tra fratelli potrebbe essere all’origine dell’orrendo omicidio sulle Alpi francesi. Gli investigatori si stanno concentrando sui rapporti tra una delle quattro vittime del massacro, il padre di famiglia di origine irachena, Saad al-Hilli, e suo fratello. Il padre dei due aveva lasciato alla sua morte, un anno fa, soldi e diverse proprietà in Francia, Spagna, Regno Unito e in Iraq.
Secondo un amico di famiglia, Zaid, i due fratelli non si parlavano più. La stampa francese aggiunge anche che, secondo una fonte vicina alle indagini, il fratello si è presentato giovedì sera alla polizia britannica. Il procuratore di Annecy, Eric Maillaud, ha detto di non aver alcuna “conferma ufficiale”, ma ha ammesso che si sta valutando, tra le altre ipotesi, la lite familiare.
Zaid al-Hilli si è però recato spontaneamente in un commissariato della polizia britannica. Maillaud ha precisato che l’uomo era andato a chiedere notizie del fratello dopo aver appreso i tragici eventi dalla televisione. Zaid al-Hilli ha negato ogni implicazione nel crimine, così come di avere avuto un litigio con il fratello per denaro, come era stato riportato dai media. "Sarà ascoltato come testimone", ha aggiunto il procuratore. Sull’ipotesi del litigio tra l’altro non ci sarebbero informazioni "di prima mano", è stato precisato.
Intanto, in attesa dell’autopsia, è stata ascoltata l’unica superstite illesa della famiglia, la piccola Zeena: interrogata giovedì sera "non ha saputo fornire ulteriori indizi".
"Sembra che ci fosse una lite tra i due fratelli a causa del denaro: è un’informazione attendibile che ci arriva dalla polizia britannica”, ha dichiarato il procuratore, spiegando comunque che si tratta di “una pista tra le altre”. “Il fratello sarà ascoltato a lungo, ogni traccia sarà meticolosamente seguita”. Le Point scrive che le divergenze erano sulla gestione degli investimenti in paradisi fiscali.
Per il momento gli inquirenti sanno che tutte le vittime sono morte crivellate da diversi colpi, tutte con un proiettile in testa. I risultati dell’autopsia, attesi per stasera o sabato mattina, dovrebbero fornire qualche dettaglio in più sul massacro. Il procuratore ha parlato di “omicidio di violenza senza precedenti”.
Un vicino di casa, Jack Saltman, ha riferito che Saad gli aveva parlato di “un problema” e gli aveva chiesto di tenere d’occhio l’abitazione, un cottage nell’idillica campagna del Surrey; ma non ha raccontato altro ai giornalisti, spiegando di voler riferire alla polizia.
Secondo la stampa britannica, Saaad era noto da una ventina d’anni ai servizi segreti britannici: nel 2003, durante l’invasione americana in Iraq, l’ingegnere, che aveva trovato rifugio con i suoi genitori in Gran Bretagna negli anni ‘70 per sfuggire al regime di Saddam Hussein, era stato seguito brevemente. Ma il procuratore di Annecy, Eric Maillaud, durante una conferenza stampa ha detto che il capofamiglia era "totalmente sconosciuto in materia di terrorismo o anti-terrorismo ai servizi competenti francesi o britannici".
Saad al-Hilli aveva 50 anni ed era nato a Baghdad, ma da molti anni viveva in Gran Bretagna, nella contea di Surrey, nella periferia sud di Londra.
VITTIME UCCISE CON 2 COLPI IN TESTA, FORSE PIU' DI UN KILLER - Ad uccidere la famiglia britannica vicino ad Annecy potrebbe essere stato più di un assassino. Lo affermano fonti di Sky News, aggiungendo che ciascuna vittima nell’auto è stata colpita da due proiettili alla testa, mentre il ciclista francese è stato ucciso con cinque colpi.
I FATTI - Il 5 settembre tre componenti di una famiglia britannica in vacanza in Francia e un ciclista di passaggio sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco a Chevaline, sulle colline vicino al lago di Annecy. Due bambine di nove e quattro anni sono sopravvissute alla strage: una è rimasta ferita gravemente, l’altra si è salvata, protetta dal corpo senza vita della madre, sotto al quale è rimasta immobile per otto lunghe ore.
NESSUN INDIZIO DALLA PICCOLA SOPRAVVISSUTA, FUORI PERICOLO LA BIMBA FERITA - La bimbetta miracolosamente scampata dal massacro della sua famiglia in Alta Savoia è stata ascoltata ieri sera ma non è stata in grado di “fornire ulteriori dettagli”. Lo ha detto il procuratore di Annecy, Eric Maillaud. Quanto alla sorella maggiore, rimasta gravemente ferita nell’agguato, la ragazzina di sette anni è stata “rioperata e va avanti”. “Le sue condizioni non danno più troppa preoccupazione, è fuori pericolo”, ha aggiunto Maillaud.
Zeena al-Hilli, che ha 4 anni, non ha dunque fornito indizi che possano aiutare gli inquirenti a fare chiarezza sull’omicidio dei genitori e della nonna. Maillaud ha ricordato che gli investigatori sono “estremamente cauti con le dichiarazioni di una bambina traumatizzata”. Intanto gli inquirenti indagano su una possibile faida familiare (un contenzioso su del denaro e una successione ereditaria), che potrebbe aver scatenato un delitto su commissione.
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