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Cinque ceceni a processo
per l'assassinio
di Anna Politkovskaia

Mosca chiude le indagini sul fatto,
non quelle sul mandante

Andranno a giudizio i fratelli ceceni Rustam, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov, il loro zio Lom-Ali Gaitukayev e l'ex dirigente della polizia moscovita Serghiei Khadzhikurbanov: secondo la procura furono loro a uccidere la giornalista il 7 ottobre 2006 

Omaggio ad Anna Politkovskaia sul cancello dell'ambasciata russa a Parigi (FOTO AMNESTY INTERNATIONAL)
Omaggio ad Anna Politkovskaia sul cancello dell'ambasciata russa a Parigi (FOTO AMNESTY INTERNATIONAL)

Mosca, 16 ottobre 2012 - E' conclusa l'inchiesta sull'omicidio della giornalista di opposizione Anna Politkovskaia, freddata da un sicario sotto casa a Mosca il 7 ottobre 2006: lo ha annunciato Vladimir Markin, portavoce del comitato investigativo russo. Andranno a giudizio i fratelli ceceni Rustam, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov, il loro zio Lom-Ali Gaitukayev e l'ex dirigente della polizia moscovita Serghiei Khadzhikurbanov. Prosegue invece l'inchiesta sul mandante.

'PROVE SUFFICIENTI' - ''Gli investigatori hanno raccolto prove sufficienti per stendere un atto d'accusa e hanno annunciato oggi che l'inchiesta preliminare è stata conclusa'', ha spiegato Markin. ''Continua invece - ha aggiunto - l'indagine contro quelli che hanno ordinato il delitto e altre persone non ancora identificate''. 

IL PENTITO - Tra i cinque accusati non figura l'ex tenente colonnello Dmitri Pavliucenkov, che aveva organizzato il pedinamento della giornalista e che poi ha collaborato con gli investigatori come 'pentito', ottenendo gli arresti domiciliari e lo stralcio della sua posizione. I figli della vittima avevano chiesto che gli fosse revocato lo status di collaboratore di giustizia e che fosse processato insieme agli altri, ritenendo il suo contributo all'indagine poco utile e opportunistico.

PRIMO GRADO - In primo grado i fratelli Ibragim e Dzhabrail Makhmudov erano stati assolti per insufficienza di prove insieme a Khadzhikurbanov, mentre Rustam era ancora latitante e il loro zio Gaitukayev era stato sentito nel processo in qualità di teste. Poi la Corte suprema aveva annullato la sentenza per gravi vizi procedurali e pochi mesi dopo, accogliendo un ricorso della famiglia Politkovskaia, aveva sospeso il processo bis appena iniziato inviando gli atti alla procura per unificarli con l'inchiesta sul mandante e sul presunto killer, Rustam Makhmudov, che nel frattempo era stato catturato in Cecenia.

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