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Boston, 227 gli italiani
Attivata la Farnesina
Maratoneta di Pistoia:
"Ho visto la morte"

Le condizioni degli italiani

Maria Vittoria Togni, maratoneta bresciana: "Voglio tornare a casa". Il racconto di un atleta romano. Il consolato italiano attiva i numeri di emergenza 001-617-780-4955 oppure 001-617-416-7419

Bombe Boston, i soccorsi ai feriti (Lapresse)
Bombe Boston, i soccorsi ai feriti (Lapresse)

Boston, 15 aprile 2013 - Il consolato italiano a Boston, in stretto raccordo l’Unità di crisi del ministero degli Esteri, ha attivato tutti i necessari contatti per verificare la presenza e fornire assistenza agli italiani che, se fosse accertato, fossero stati coinvolti nella duplice esplosione che ha colpito la maratona della città. Lo rende noto la Farnesina.

I NUMERI D'EMERGENZA DEL CONSOLATO ITALIANO - Il consolato d’Italia a Boston, ha attivato numeri di emergenza per fornire informazioni e assistenza riguardo agli italiani che hanno partecipato alla maratona. I due numeri - secondo quanto si legge sul sito del consolato - sono: 001-617-780-4955 oppure 001-617-416-7419.

SALVI GLI ISCRITTI DI 'BORN TO RUN' - Fulvio Massini, responsabile agenzia Born to run di Reggio Emilia, una delle più importante nell'organizzare spedizioni internazionali per le più importanti maratone nel mondo: "Stanno tutti bene (gran parte dei 227 italiani iscritti, ndr) e stanno già tutti in albergo. Uno dei nostri concorrenti, Paolo Rossi di Montecatini, al momento dell'esposione si trovava a un centinaio di metri e l'ha sentita fortissima però non ha ripostato danni. Siamo tutti molto scossi ma al sicuro. Una decina di reggiani in salvo.

IL RACCONTO - ‘’Ho sentito un rumore enorme, la festa si è trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara’’. Paolo Rossi, 48enne pistoiese, ha visto il traguardo della maratone di Boston e poi la morte in faccia: fortunatamente ha mancato entrambi. ‘’Ma della corsa ovviamente non m’importa, sono ore che piango’’, racconta all’Ansa.

LA MARATONETA BRESCIANA - Ha finito la gara prima delle bombe ma adesso è barricata in albergo e non vede l’ora di scappare: così all’ANSA Maria Vittoria Togni, bresciana e una dei 227 italiani iscritti alla maratona di Boston. ‘’Sono arrivata in 3 ore 45 minuti, dunque prima delle bombe, ho raccattato le mie cose e me ne sono andata. Non ho visto nulla, ma una mia amica stava facendo il suo miglior tempo ed è arrivata a 500 metri dalla fine quando la polizia l’ha bloccata, e lei implorava, fatemi passare. Non glielo hanno permesso ne ora si sente una miracolata’’, ha detto la Togni. Anche Maria Vittoria si sente miracolata: sarebbe dovuta partire con il secondo scaglione e in quel caso ‘’sarei finita proprio in mezzo alla tragedia’’. Ora i maratoneti italiani, e tuti gli altri venuti da fuori Boston per partecipare alla storica gara sono barricati negli hotel: ‘’Non possiamo neanche uscire a comprare da mangiare’’, ha detto la Togni: ‘’Non vedo l’ora di andarmene da qui’’.

VICESINDACO ILLESO PER MIRACOLO - Tra gli italiani che partecipavano alla maratona di Boston e che hanno potuto essere testimoni diretti di quanto accaduto, anche Stefano Valsetti, vicesindaco di Cairo Montenotte (Savona). Valsetti è a Boston assieme al sindaco, Fulvio Briano, e ad un’altra ventina di cittadini della Val Bormida, proprio per partecipare alla maratona. Al telefono Valsetti ha voluto rassicurare parenti ed amici preoccupati per lui e per gli altri italiani presenti a Boston: ‘’Voglio tranquillizzare tutti quelli che mi conoscono e che sanno che sono a Boston ed ho partecipato alla maratona - ha detto -. C'è stato un attentato, sono esplose due bombe proprio sul traguardo. Io ero transitato li’ davanti da pochi minuti. Sto bene - ha aggiunto - e stanno bene anche i miei familiari che sono con me. Da quanto so, stanno bene anche gli altri italiani del nostro gruppo’’. Sono almeno 25 i partecipanti partiti dalla Val Bormida per prendere parte alla maratona di Boston. ‘’Quanto è successo è incredibile - ha commentato il sindaco di Cairo Montenotte, Fulvio Briano -. La citta’ ora e’ blindata e tutti hanno paura. Noi stiamo bene, ma qui regna il panico’’.

L'ATLETA ROMANO - Salvatore Giansiracusa, atleta romano e veterano delle maratone, era a quella di Boston, a 100 metri dal traguardo quando ha sentito la prima esplosione: "Essendo di Roma, ho pensato al colpo di cannone di Castel Sant’Angelo di mezzogiorno e mi sono detto: 'Ma che fanno, festeggiano così?' Il tempo di fare questo pensiero e ho sentito un altro botto. E’ stata una cosa incredibile". Giansiracusa lo racconta all’Ansa e la voce si incrina per l’emozione.

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