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Speciale Europei 2008

OGGI AL VIA

Scatta l'Europeo,
è la festa del calcio

Cristiano Ronaldo è l’asso più atteso. Ma i più temuti sono gli azzurri campioni del mondo. L'Europeo si apre nel pomeriggio (ore 18) a Basilea con il fischio d’inizio di Rosetti, per Svizzera-Repubblica Ceca

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Cristiano Ronaldo Vienna, 7 giugno 2008 - L’EUROPA cala subito il suo asso di denari. Cristiano Ronaldo, l’ultimo fenomeno, il campione bionico della playstation generation, come se fosse fatto al computer da quanto è perfetto, una Lara Croft al maschile, così contrastante con l’imperfezione magica di Maradona, è la star più attesa di questi Europei e allo stesso tempo l’ultima follia del pallone, valutato come un Van Gogh, con i diciannove milioni di euro netti all’anno, per cinque stagioni, che gli sono stati offerti dal Real Madrid, per lasciare Manchester. Sarà il giocatore più seguito, scrutato, spiato di questi Europei, a partire da stasera, il suo Portogallo contro la Turchia di Terim, a Ginevra. "Per tutto l’Europeo non risponderà a domande sul Real", la diga alzata dal suo commissario tecniso Scolari.

LA FESTA dell’Europeo a due piazze, apertura in Svizzera, chiusura a Vienna con la finale del 29 giugno, si apre nel pomeriggio (ore 18) a Basilea con il fischio d’inizio di Rosetti, per Svizzera-Repubblica Ceca, la prima delle trentuno partite in programma. Il bello da lunedì, con il gruppo C, quello dell’Italia, il girone di ferro. Tutti a caccia degli azzurri campioni del mondo.

 

L’Italia riparte da Berlino, per un progetto non nascosto di Grande Slam mondiale-europeo, una coppa che manca dal ’68, da quarant’anni, anche se per tradizione gli abiti da favoriti non sono quelli tagliati su misura per la nazionale, ma la forza e la qualità della squadra ci sono. Mai fidarsi troppo di un Europeo, e vale per tutti, lo hanno perso squadre favoritissime e lo hanno vinto outsider come la Danimarca nel ’92 e la Grecia, campione in carica, quattro anni fa a Lisbona. In questo Europeo, celebrazione anche economica dell’impero del calcio, con il business record di un miliardo e 250 milioni di euro per la gigantesca cassaforte dell’Uefa, e il montepremi più ricco di sempre (184 milioni di euro, 23 per chi vince), manca solo l’Inghilterra, fra le potenze continentali, e la griglia delle favorite riguarda molto il gruppo C, appunto, con Italia, Francia e Olanda. Non è più la Francia di Zidane, sembra diventata soprattutto quella di Ribery, sotto la regia dello stravagante Domenech, il loro punto debole.

 

L’Olanda di Van Basten, un attacco temibilissimo e una difesa meno all’altezza. La Spagna (senza Raul, lasciato a casa) ha gran talento, qualità altissima, anche se è sempre stata un’incompiuta, e le ultime notizie danno Fabregas e Fernando Torres giù di corda. Il Portogallo di Scolari ha Cristiano Ronaldo e Quaresma , non un centravanti all’altezza. E la Germania? Sul podio del pronostico, ha grandissime motivazioni dopo lo choc mondiale di due anni fa ed è quella che per fiato e gambe dovrebbe stare meglio. Nel girone dei tedeschi, con Austria, Croazia e Polonia, si concentra l’allarme ordine pubblico, anche se l’assenza degli hooligans inglesi dovrebbe rendere la situazione più tranquilla. Insidiose la Croazia (ha eliminato gli inglesi) e la Russia di Hiddink, un altro istrione della panchina.

GLI EUROPEI di Cristiano Ronaldo, degli azzurri, di Ribery e Ibrahimovic, di Mutu e Ballack, dei golden boy come Fabregas, Torres, i francesi Benzema e Nasri, Aquilani, il croato Rakitic, lo svizzero Djourou. "Vogliamo che sia un momento di gioia collettiva di cui abbiamo tutti bisogno", il proclama dell’Uefa. Il motto di questi Europei è stampato sul retro dei biglietti: "Uniti contro il razzismo".

 

dall’inviato ALESSANDRO FIESOLI










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