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Festa cinema roma 2007

UN BUON INIZIO

L'Italia esordisce con Mazzacurati
Presentato "La giusta distanza"

Il film è stato accolto da applausi alla proiezione per la stampa. Nel cast, Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Battiston, Valentina Lodovini, Giovanni Capovilla ed Ahmed Hafiene. Il regista spiega di aver "voluto raccontare un`inquietudine che percepisce in un luogo"

Fabrizio Bentivoglio Roma, 19 ottobre 2007 - "La giusta distanza", titolo del primo film italiano in concorso alla Festa Internazionale di Roma è, come dice uno dei personaggi, quella che un giornalista dovrebbe tenere tra sé e la notizia. Ma nell`opera di Carlo Mazzacurati, accolta da applausi alla proiezione per la stampa e che uscirà domani nelle sale in circa cento copie distribuito da O1, sono tante le "distanze" e le differenze che vengono messe in rilievo.

 
Quella tra la realtà e la verità che non viene cercata fino in fondo a causa dei preconcetti, quella tra la città moderna e una piccola comunità isolata alle foci del Po e quella che intercorre tra culture e religioni diverse, che è la più difficile da superare.

Un film coraggioso quello del regista padovano de "L`amore ritrovato" e "Vesna va veloce", in cui tre attori alla loro prima esperienza da protagonisti, Valentina Lodovini, Giovanni Capovilla ed Ahmed Hafiene affiancano l`esperienza di Giuseppe Battiston e Fabrizio Bentivoglio. Ed è proprio Bentivoglio a spiegare il concetto alla base della storia: "La giusta distanza è solo teorica - dice l`attore - è un consiglio sbagliato che il maestro dà al suo allievo. Alla fine però si scopre che l`unico modo per raccontare le cose è entrarci con anima e corpo dentro, senza alcun distacco".

Mazzacurati spiega di aver "voluto raccontare una storia di squilibrio, un`inquietudine, il senso di infelicità che percepisce in un luogo" con cui ha un legame particolare perché rappresenta le sue origini, il Veneto. La provincia del nordest che "sta galoppando verso un altrove, verso un apparente benessere - dice il regista - ma allo stesso tempo andando oltre la superficialità si scoprono tristezza e spesso disperazione".

La vicenda si svolge nel paesino immaginario di Concadalbero, sul delta del Po, in una campagna vergine immersa nella nebbia in cui il tempo sembra essersi fermato. La vita tranquilla viene "sconvolta" da Mara, una giovane maestra toscana arrivata per una supplenza, così diversa dagli altri e così attraente per tutti. In particolare per il tunisino Hassan, un meccanico onesto che da anni risiede in Italia e si è guadagnato la stima degli altri abitanti. C`è poi Giovanni, aspirante giornalista che osserva da vicino nascere l`incontro e la storia tra i due e aggiustando il computer della ragazza riesce a entrare nella sua posta elettronica e a leggerne i racconti. Il giovane resta in un certo modo coinvolto come testimone indiretto dei misteriosi fatti che sconvolgono la tranquillità del paese e attraverso i suoi occhi e le sue prime esperienze da cronista si capirà che mantenendo il distacco e non andando fino in fondo si rischia spesso di sbagliare.

Nel film emergono soprattutto l`aspetto corale e il legame tra i personaggi che interagiscono a coppie. Anche se alla fine la trama assume gli aspetti del giallo, con tanto di delitto, Mazzacurati non ha preso spunto dai vari fatti di cronaca che spesso ultimamente sono accaduti nel nordest. "La tv spesso enfatizza i fatti e fa diventare star le persone coinvolte - spiega -. Questa enfatizzazione è falsificante. Nel mio film non c`è efferatezza, abbiamo voluto fare una scelta opposta anche perché oggi si muore per una stupidaggine, la vita è fatta di un male banale."

 

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