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Speciale Festival del film di Roma 2008

FUORI CONCORSO/ '8'

L'impegno di otto registi
tra passerelle e glamour

La pellicola è realizzata da otto cineasti di fama mondiale ed è ispirata agli obiettivi fissati nel 2000 dalle Nazioni Unite per migliorare la vita della popolazione mondiale

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Wim Wenders (Foto Ansa) Roma, 23 ottobre 2008 - L’impegno e i problemi di oggi arrivano al Festival Internazionale del Film di Roma. E’ stato presentato questa mattina Fuori Concorso e in anteprima mondiale '8', film collettivo realizzato da otto registi di fama mondiale e ispirato agli otto obiettivi fissati nel 2000 dalle Nazioni Unite per migliorare la vita della popolazione mondiale.

 

Wim Wenders, Mira Nair, Jane Campion, Gus Van Sant e altri quattro maestri del cinema si sono messi insieme per questo progetto francese girato un po’ ovunque, dagli gli Stati Uniti, all’Australia, all’Africa, per esprimere il proprio punto di vista raccontando, ognuno, uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che dovrebbero essere realizzati entro il 2015. Un opera a sedici mani, quindi, che come un altro film di gruppo, “11 settembre 2001”, realizzato dopo l’attentato alle Torri Gemelle, con coraggio vuole anche ricordare l’importanza dell’impegno di tutti per realizzare questi progetti.

 

Si parte con il 'Il sogno di Tiya' di Abderrahmane Sissako sul primo degli obiettivi dell’Onu: eliminare la povertà e la fame del mondo. Girato ad Addis Abeba, il film racconta la storia di una ragazza che osserva la realtà dalla finestra di una scuola di campagna ed è la prima a rendersi conto che questo problema non sarà facile da risolvere. Gael Garcia Bernal descrive invece l’importanza dell’istruzione universale con il suo cortometraggio girato in Islanda, mentre l’indiana Mira Nair parla del problema dell’uguaglianza tra i sessi con il racconto di una donna che coraggiosamente abbandona figlio e marito per inseguire i propri ideali.

 

Fredda e incisiva l’opera di Gus Van Sant che tocca il tema della mortalità infantile mostrando giovani americani spensierati a cui si contrappongono frasi in primo piano che raccontano una realtà drammatica nelle altri parti del mondo.

 

Toccanti i film di Jan Kounen sull’obiettivo di migliorare la salute femminile, girato in un villaggio dell’Amazzonia, così come quello di Gaspar Noe sull’Hiv e le altre malattie come la malaria che non vengono curate né prevenute. L’obiettivo numero 7, assicurare la sostenibilità ambientale, è affrontato da Jane Campion che descrive una drammatica situazione di siccità in Australia e i sogni di una bambina che vengono distrutti.

 

Infine, a Wim Wenders è affidata la chiusura del progetto. Il suo film, costruito in modo impeccabile, racconta l’obiettivo più importante che dovrebbe legare tutti gli altri: sviluppare una collaborazione globale per lo sviluppo. Partendo dalle immagini dei disordini al G8 2007 in Germania, il regista focalizza poi la sua attenzione su un gruppo di giornalisti intenti a montare i propri servizi nella sala regia di una canale televisivo e a ragionare proprio sullo stato degli obiettivi del millennio e su quello che ognuno potrebbe fare per dare una mano.