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Speciale Festival del film di Roma 2008

TERZA GIORNATA

Gli anni di piombo in Germania
A Roma il terrorismo della Raf

'Der Baader Meinhof Komplex' e 'Schattenwelt' sono le due pellicole tedesche protagoniste della rassegna. Il primo film ripercorre la storia del gruppo di estrema sinistra dagli attentati fino al suicidio collettivo del 1977. Il secondo discute del diritto degli ex terroristi di rifarsi una vita

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Il cast del film 'Banda Baader Meinhof' (Foto Prisma) Roma, 24 ottobre 2008 - 'Der Baader Meinhof Komplex' ovvero 'La banda Baader Meinhof" (fuori concorso) era uno dei film stranieri più attesi al Festival del Cinema di Roma ma ha suscitato qualche perplessità: chi si aspettava una lettura politica della vicenda dei ragazzi che fecero parte della R.A.F. ovvero la Rote Armee Fraktion è rimasto deluso perché si è trovato davanti ad un film bello ma prettamente di azione. La pellicola del regista Uli Edel sceneggiata da Bernd Eichinger si ispira alla vicenda storica di Andreas Baader, Ulrike Meinhof e Gudrum Ensslin che negli anni ‘70 misero a dura prova con il terrorismo la democrazia tedesca nata dopo il nazismo. Il film ripercorre dunque la storia della R.A.F. dai primi attentati, alla prigionia dei protagonisti fino all’epilogo del suicidio collettivo del 1977. Il film è bello, ricco d’azione ma non vuole dare una lettura politicizzata della vicenda e per questo evita ‘i perché' preferendo ‘il come'.

 

I personaggi sono nevrotici, negativi e solo alla fine, al momento del suicidio, potrebbero suscitare il senso della pietà. Il film della banda Meinhof è tratto dal libro di Stefan Aust, ‘Der Baader Meinhof Komplex’ pubblicato nel 1985, ancora oggi considerato i più completo testo di riferimento sulla guerra allo Stato attuato dalla R.A.F.. Andreas Baade interpretato da Moritz Bleibtreu, Ulrike Meinhof ovvero Martina Gedeck, Gudrum Ensslin il cui ruolo è affidato all’attrice Johanna Wokalek, combattono una guerra contro quella che definiscono la nuova faccia del fascismo: l’imperialismo americano sostenuto dalle istituzioni tedesche nella quale ci sarebbero ancora die nazisti.

 

Lo scopo della banda era quello di creare una società migliore ma con le loro azioni seminarono solo odio e violenza al punto di perdere il senso della pietà umana. Il loro ‘cacciatore', il capo della Polizia, Horst Herald, interpretato da Bruno Genz, era consapevole che la banda fosse solo la punta di un iceberg. Anche il libro da cui è tratta la vicenda non dà giudizi morali ma realizza una cronaca degli eventi che caratterizzarono la guerra allo Stato attuata dalla R.A.F. con il famoso dirottamento dell’aereo della Lufthansa del 1977 e i suicidi in carcere dei terroristi.

 

Non ha ancora distribuzione italiana l’altro film tedesco, 'Schattenwelt' (in concorso), che è sullo stesso tema ma molto più di attualità sul rapporto tra i terroristi e le loro vittime e sul diritto degli ex terroristi di tornare a vivere dopo il carcere.

 

E’ un piccolo film d’autore con Franziska Petri e Ulrich Noethen protagonisti, piaciuto ai critici più del kolossal sulla Baader Meinhof, che nel raccontare una storia di vittima e carnefice, con i ruoli che si ribaltano, mette l’accento sul post terrorismo.

 

Lui è Wilder, ex terrorista della seconda generazione della Raf, libero dopo 20 anni. Lei è Valerie, la sua vicina di casa, una vittima dimenticata rispetto ai morti importanti. Il padre fu ucciso durante un’azione della Banda e lei adesso non gli da tregua, inchiodandolo ad un passato che non passa e da vittima diventa carnefice. ‘’I terroristi - ha detto il regista Connie Walther -sono stati figure mediatiche e per anni hanno oscurato le vittime, mentre noi sappiamo che le vittime hanno psicologicamente bisogno che la loro sofferenza venga riconosciuta. Ecco cosi che l’ombra lunga del passato ritorna anche dopo anni’’.