Roma, 11 marzo 2008 - L'ego di Lewis Hamilton "è costato" alla McLaren il titolo iridato 2007. Ne è convinto Flavio Briatore, boss della Renault, che proprio grazie alla guerra andata in scena lo scorso anno all'interno del team anglo-tedesco ha potuto beneficiare del ritorno dello spagnolo Fernando Alonso, che un'estate fa aveva lasciato il team francese con il quale aveva vinto due Mondiali di fila per approdare alle frecce d'argento.
"Hamilton è giovane ed ha talento, ma ha perso una grande opportunità", ha detto Briatore al Guardian. "Un esordiente si deve mettere a disposizione del team. Perché una squadra è fatta di altre mille persone che lavorano assieme esclusivamente per consegnare al pilota una macchina vincente da sistemare sulla griglia. Quindi un pilota dovrebbe innanzi tutto pensare a rispettare tutta questa gente piuttosto che dedicarsi al proprio ego".
Con 17 punti di vantaggio sul ferrarista Kimi Raikkonen a due sole gare dalla fine dello scorso Mondiale, Hamilton, grande protagonista nella stagione dell'esordio con ben 4 vittorie, alla fine si è lasciato scavalcare dal finlandese, campione del mondo con un solo punto di vantaggio sul britannico e su Alonso, nel frattempo lacerati da una spietata lotta intestina.
Lotta che, secondo il boss della Renault, la McLaren-Mercedes ha pagato a carissimo prezzo. "I piloti, non solo Hamilton, dovrebbero imparare che quando parlano della macchina, devono ricordare che non è 'loro', ma di tutto il team", ha detto Briatore.
"C'é tanta gente che resta a guardare mentre loro guidano dopo avere lavorato dalle 5 del mattino per permettere a quella monoposto di scendere in pista. Ed io sono davvero dispiaciuto se penso a tutti gli impiegati della McLaren, per loro deve essere stato terribile. Per la squadra sarebbe stato importante vincere il titolo piloti, ma proprio a causa della lotta fra Hamilton ed Alonso alla fine si sono ritrovati senza più niente in mano".
Briatore è convinto che in McLaren le condizioni fra i due piloti non siano state le stesse. "Hamilton è nato in quella squadra, ha guidato per loro per dieci anni, è normale. Ma la cosa meno normale era vedere gente saltare impazzita di gioia per una pole di Hamilton, mentre ad una di Alonso veniva riservato un timido applauso di circostanza".
Condizioni che, secondo il boss della Renault, hanno spinto Alonso a chiedere di andare via dopo una sola stagione: "Trovarsi in quella condizione per un pilota non è facile. Perché se tu dai il 100 per cento per la squadra, vorresti che la squadra ti trattasse come il tuo collega. Ma non è una buona strategia prendere nel tuo team il campione del mondo e poi affiancarglii un esordiente di quella portata".
Briatore, però, tra i due non avrebbe ovviamente dubbi a scegliere: "Hamilton è un pilota importantissimo, per la McLaren e per la Formula 1, ma io mi prenderei sempre Alonso. Ha più esperienza. Ma la cosa più importante, e sta già accadendo, è che Fernando torni a divertirsi e ritrovi la gioia di correre".