Barcellona, 28 aprile 2008 - La seconda doppietta consecutiva, colta ieri dalla Ferrari al Gran Premio di Spagna, quarto appuntamento del Mondiale di Formula 1, seguita a quella in Bahrain di tre settimane fa, con la ritrovata leadership nel campionato costruttori e l'abbozzo di fuga del finlandese Kimi Raikkonen in quello piloti, per Stefano Domenicali è normale amministrazione, "abbiamo solo fatto il nostro dovere", anche perché il direttore sportivo del Cavallino ha la consapevolezza che "il Mondiale è ancora molto lungo e gli avversari non possono essere sottovalutati".
Dopo il pessimo avvio di stagione in Australia, in Ferrari nessuno si è abbattuto e questi sono i risultati. "Ci hanno dato per defunti, ma non lo siamo mai stati e la cosa importante è stata tenere la concentrazione sempre alta, senza mollare mai, cercando di migliorare nei dettagli e rispettando al massimo sempre tutti gli avversari", ha detto questa mattina Domenicali a Radio Anch'io Lo Sport.
"La doppietta di Barcellona è stata importante per il campionato, avevamo un passo importante ed i distacchi sono risultati più limitati anche per effetto delle due safety car. Ma è anche vero che i nostri avversari non vogliono rimanere lì dietro, vorranno migliorare, e noi dovremo conservare il nostro approccio, stare tranquilli e continuare a lavorare, il resto non ci interessa".
Felicissimo per la sua coppia di piloti, con il campione del mondo Raikkonen e con il brasiliano Felipe Massa, ieri secondo ma vincente tre settimane fa a Sakhir, Domenicali allontana per il momento l'ipotesi di un futuro arrivo in Rosso dello spagnolo Fernando Alonso: "In questi casi si dice sempre mai dire mai, ma il punto è che noi siamo felicissimi dei nostri piloti, del loro potenziale, di quello che danno e dello spirito che ci mettono.
No, in questo momento la coppia non si tocca".
E a chi dice che Raikkonen vince solo con una macchina vincente, Domenicali replica con i numeri. "Io guardo ai risultati", ha detto il direttore sportivo di Maranello. "L'anno scorso dopo avere passato un primo periodo di ambientamento, è stato forte, continuo, preciso, determinato e concentrato".
E nel team non c'é nessuna insofferenza da parte di Massa nei confronti di Raikkonen, come qualche tifoso invece sostiene. "Da ferraristi ci aspettiamo tanto da tutti e due i piloti, poi mi piacerebbe che lo spirito di corpo presente in squadra sia da esempio anche per i tifosi per pensare di meno a dividersi in partiti", ha replicato Domenicali. "La competitività in squadra ci deve essere, ma nei parametri stabiliti da noi. Tutto deve svolgersi ricordando che l'esigenza primaria è rivolta alla squadra".
Anche per questo la Ferrari si è tenuta ben stretta Michael Schumacher. "Lo abbiamo voluto nella nostra famiglia per sfruttare le sue conoscenze e la sua capacità di fare squadra. Quando ha lasciato, noi ci siamo ritrovati con l'esigenza di rispondere con i fatti all'assenza del pilota più forte del mondo ed avere vinto subito con Kimi ci ha dato la certezza e la consapevolezza di avere fatto le scelte giuste. Schumi studia per andare in McLaren? Non è una opportunità che stiamo valutando, voglio tranquillizzare tutti...".
Il direttore sportivo, tornando a parlare del campionato, invita la squadra a tenere sempre alta la guardia: "Siamo consapevoli di avere a disposizione una buona vettura ed una squadra unita, dove tutti lavorano conoscendo le proprie responsabilità, ma il mondo dello sport propone ogni due settimane sfide importanti e le cose possono cambiare anche per piccoli dettagli. Da Melbourne - ha detto Domenicali - sono solo cambiati i risultati. Lì abbiamo sofferto problemi di affidabilità importanti, ma sappiamo prendere spunti positivi anche dai momenti difficili ed abbiamo reagito come sappiamo fare, guardandoci in faccia ed analizzando i problemi".
Dopo il tremendo k.o in Australia la Ferrari è però tornata subito a vincere. "E' anche vero che la vittoria arrivata subito dopo in Malesia ci ha aiutato", ha detto Domenicali. "Mi aspetto ora un campionato molto lungo e nel quale il punteggio sarà più basso rispetto allo scorso anno, perché c'é concorrente in più, la BMW, ed una Renault che ha dato segnali di avvicinamento. L'obiettivo ovviamente è cercare di ripetere quanto fatto l'anno scorso".
Stagione 2007 segnata anche dalla spy-story. "L'anno scorso abbiamo vinto i due titoli perché ce li siamo sudati sul campo e oggi la McLaren non è così tanto lontana. Io come direttore sportivo sento la responsabilità di dover gestire un gruppo con l'orgoglio di poterlo fare. Ed ho anche la consapevolezza di avere attorno a me persone valide, un gruppo solido ed unito. Ci conosciamo da tanti anni, io sono cresciuto qua dentro, e questo è un nostro grande punto di forza".
Chiusura dedicata all'aspetto della sicurezza, di nuovo protagonista dopo il brutto incidente occorso ieri al finlandese Heikki Kovalainen, uscito però fortunatamente praticamente illeso dallo schianto contro le barriere della sua McLaren ad oltre 200 km all'ora. "Dal 1994, dalla morte di Ayrton Senna, in materia di sicurezza passiva ed attiva si sono fatti passi da gigante, ma non si farà mai abbastanza", ha osservato Domenicali.
"Questo purtroppo è il vero problema del mondo delle corse. La macchine sono molto sicure, è vero, ma se capita qualcosa in un rettilineo a oltre 300 km all'ora, possiamo benissimo immaginare le conseguenze. La cosa da fare è continuare ad investire con la federazione per continuare a migliorare in questo senso. Ma va anche detto che il livello ora è molto alto".