L'uomo dello scandalo ha incassato la fiducia dei membri dell'Assemblea della federazione internazionale degli sport automobilistici con la maggioranza dei voti a favore, superando cosi' lo scandalo sessuale. Il presidente dell'automobil club tedesco (Adac), il piu' grande d'Europa: "Sospendiamo con effetto immediato le funzioni e la collaborazione"
Parigi, 3 giugno 2008 - Alla fine resta al timone della Fia, almeno fino alla scadenza naturale del suo mandato(ottobre 2009), scatenando le proteste dei gradi club che lo volevano fuori. Max Mosley ha incassato la fiducia dei membri dell'Assemblea della Fia con la maggioranza dei voti a favore (103 contro 55), superando cosi' lo scandalo sessuale che lo aveva travolto qualche mese fa. A Parigi ci si aspettava un ribaltone per la Formula 1.
In molti, almeno 25 grandi club affiliati alla Fia, avevano da tempo chiesto la testa di Mosley dopo il video-choc pubblicato dal New of the World con l'orgia a sfodo nazista. E invece l'avvocato inglese resta al suo posto, che occupa gia' dal 1993. Alla votazione (segreta) partecipavano 140 club di 96 paesi affiliati alla Fia, per un totale di 168 voti. Il verdetto ha parlato chiaro: 103 a favore di Mosely, 55 contrari, 7 astenuti, 4 voti invalidati.
Le prime a protestare per questa decisione sono state Germania e Olanda, due nazioni che hanno votato contro la fiducia a Mosley. Il presidente dell'automobil club tedesco (Adac), il piu' grande d'Europa, ha detto: "Accogliamo con dispiacere e incredulita' la decisione dell'assemblea di confermare Mosley alla presidenza della Fia.
Questa e' la ragione per cui sospendiamo con effetto immediato le funzioni e la collaborazione con la Fia e con il gruppo di lavoro della Federazione. Manterremo questa posizione fino a quando Mosley restera' a capo della Fia".
Sulla stessa posizione gli Stati Uniti. Disappunto espresso anche da altri paesi, tra cui Olanda, Giappone, Australia e Spagna che da tempo avevano chiesto le dimissioni di Mosley. "Siamo scontenti della decisione dell'Assemblea- ha detto Guido Van Woerkom, presidente dell'automobil club olandese- Noi, assieme a 34 grandi club, avevamo chiesto le sue dimissioni. Ma Mosley ha avuto l'appoggio dei membri dei club piu' piccoli".
In Gran Bretagna, la MSA "rispetta la decisione dell'Assemblea e considera che e' arrivato il momento di guardare avanti e farlo tutti insieme per il bene dello sport, lavorando costruttivamente con la Fia".
Mosley dunque resta al comando della Federazione, ma non dovrebbe rilasciare commenti perche' aspetta la conclusione dell'azione legale intrapresa contro il tabloid inglese che ha messo in circolazione il video dell'orgia. Se la sua credibilita' personale ne e' uscita quantomeno 'scalfita', quella professionale non e' stata intaccata.
In tanti lo volevano fuori dalla Federazione, meglio se con dimissioni 'spontanee', sostenendo che l'immagine dello sport motoristico ne e' uscito molto danneggiato. Si erano gia' fatti i nomi dei suoi papabili sostituti, come Berger e Todt.
Invece Mosley ha sempre ribattuto di voler rimanere dov'e' fino al termine del suo mandato. Molte squadre importanti, tra cui la Ferrari, pur non esprimendosi mai ufficialmente sulla questione, speravano che Mosley restasse al suo posto riconoscendogli il merito di aver promulgato e imposto rigide misure di sicurezza in F1, specie dopo la morte di Ayrton Senna.
Comunque siano andate le cose, per Mosley si prospettano ancora tempi duri. C'e' infatti da affrontare la grave frattura con i club piu' importanti, ma anche con le parti interessate ai diritti commerciali generati dal Mondiale di F1 (che detiene la Fom, la societa' di Bernie Ecclestone). C'e' poi anche chi non gradisce l'attuale e futuro regolamento tecnico del Mondiale, con regole sempre meno stabili e costi ancora troppo elevati. E un appel che da qualche anno a questa parte la Formula 1 sta perdendo. L'agenda di Mosley, da qui al 2009, e' gia' fitta di impegni.