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Speciale Formula Uno 2008

FORMULA UNO

Bernie Ecclestone avverte la Fia:
"Team in rottura con Mosley"

Il boss della F1 invia un messaggio chiaro alla Federazione internazionale dell'automobile: "Non c'è un accordo tra i team e la Fia. C'è un accordo commerciale tra le squadre e la FOM (la compagnia di Ecclestone, ndr), quindi le scuderie possono fare ciò che vogliono"

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Bernie Ecclestone Londra, 16 giugno 2008 - "I team possono fare ciò che vogliono. Al momento, per tenere buoni gli sponsor, diciamo che non possiamo rompere. Ma potrebbe succedere". Bernie Ecclestone, boss della Formula 1, invia un messaggio chiaro alla Federazione internazionale dell'automobile: il Mondiale di Formula 1 non è proprietà della Fia. "Non c'è un accordo tra i team e la Fia. C'è un accordo commerciale tra le squadre e la FOM (la compagnia di Ecclestone, ndr), quindi le scuderie possono fare ciò che vogliono", dice 'Big Bernie' in un'intervista al Times.

Insomma, la rottura tra il circus e la federazione è un'ipotesi. I rapporti con la Fia sono precipitati negli ultimi mesi, da quando l'immagine del presidente Max Mosley è stata macchiata da uno scandalo sessuale a sfondo nazista. Mosley ha conservato la carica grazie al voto di fiducia espresso lo scorso 3 giugno dall'assemblea della federazione. Ecclestone, invece, ha ripetuto auspicato un passo indietro da parte dell"amico Max'. In ballo non c'è solo la reputazione del movimento: si parla ovviamente anche di business.

Mosley ritiene che Ecclestone voglia dettare anche le regole della competizione. Il numero 1 della FOM, invece, sostiene che la Fia voglia indebitamente occuparsi anche di affari. "Max non ha nulla a che fare con la finanza", dice Ecclestone. "La Fia ha firmato un accordo con la Commissione Europea: definisce le regole dello sport ma non ha niente a che fare con il denaro. Se Max viene fuori e dice che dobbiamo dare più soldi ai team, gli dirò di farsi gli affaracci suoi".

Inutile suggerire ad Ecclestone di cercare un chiarimento con Mosley: "Tempo sprecato". La situazione rischia di scoraggiare gli sponsor che investono milioni e milioni in Formula 1.
"La gente non sa cosa sta succedendo. In questo momento una grande organizzazione non è in grado di prendere decisioni: io sono responsabile davanti agli azionisti, ai team, ai costruttori, che hanno investito somme enormi". La Fia, "che non ha denaro investito", sarebbe "in grossa difficoltà senza la Formula 1.

Infine 'Big Bernie' è preoccupato perché "la comunità ebraica controlla direttamente o indirettamente una parte rilevante delle risorse che arrivano alla Formula 1. E loro dicono che la Fia non dovrebbe farsi rappresentare da Mosley".

 

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