Il presidente della Fia ha fatto causa a 'News of the World' che lo aveva sbattuto in prima pagina per un 'festino' ''in stile nazista'' con cinque prostitute. In tribunale un suo avvocato ha affermato che Mosley ha coltivato fin dalla giovinezza un forte interesse per le pratiche sadomaso ma non ha dato la minima connotazione nazista all'orgia in questione
Londra, 7 luglio 2008 - Si apre un altro capitolo dello scandalo - Mosley. Il presidente della Fia ha fatto causa al tabloid domenicale 'News of the World' che lo aveva sbattuto in prima pagina per un'orgia ''in stile nazista'' con cinque prostitute: non nega che l'orgia c'e' stata. Ma assicura che non ha avuto assolutamente nulla di nazista.
Sessantotto anni, confermato ai primi di giugno nella sua carica dall'assemblea generale della 'International Automobile Federation' a dispetto del dirompente scandalo a luci rosse, Mosley si e' rivolto all'Alta Corte sostenendo che il tabloid ha calpestato il suo diritto alla privacy con una ''grossolana e indifendibile intrusione'' quando a fine marzo ha raccontato per filo e per segno una sua pittoresca sessione di sesso con cinque mercenarie dell'amore in un appartamento di Londra.
Oggi, alla prima udienza del processo, un avvocato di Mosley ha affermato che il suo cliente ha coltivato fin dalla prima giovinezza un forte interesse per le pratiche sadomaso ma non ha dato la minima connotazione nazista all'orgia in questione, non ha mai trattato le cinque prostitute come se fossero internate in un campo di concentramento, non ha mai sibilato ordini in tedesco come se fosse un ufficiale delle SS.
In effetti e' stato proprio il presunto ''stile nazista'' della lunga performance erotica (cinque ore) a fare scandalo ed ad alimentare una valanga di richieste di dimissioni: il personaggio in questione e' figlio infatti di quel famigerato Oswald Mosley che tra le due guerre mondiali fondo' l'Unione Britannica dei Fascisti e manifesto' una sperticata ammirazione per Hitler e Mussolini.
All'Alta Corte il tabloid querelato si e' oggi difeso confermando la sostanziale attendibilita' delle rivelazioni pubblicate e sostenendo che Mosley non puo' rivendicare il diritto alla privacy in quanto ricopre un importante ''ruolo pubblico'' come presidente della federazione alla quale fa capo il mondo delle formula uno.