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Speciale Giro 2008

GIRO D'ITALIA

Ballerini: "Contador e Di Luca
hanno qualcosina in più"

Il direttore generale delle Nazionali di ciclismo vede la novantunesima edizione della corsa rosa molto equilibrata: "C'e' un grande livellamento, ma l'inserimento dell'Astana all'ultimo minuti ha dato piu' spessore alla corsa". E un augurio: "Che si riesca a parlare solo di sport"  

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Franco Ballerini, commissario tecnico della Nazionale di ciclismo Roma, 8 maggio 2008  - "Credo che i piu' accreditati siano Contador e Di Luca, quei due hanno qualcosina in piu'". Cosi' Franco Ballerini spiega all'agenzia Dire le sue sensazioni a due giorni dal via del Giro d'Italia. Il direttore generale delle Nazionali di ciclismo vede la novantunesima edizione della corsa rosa molto equilibrata.

"C'e' un grande livellamento- spiega- L'inserimento dell'Astana all'ultimo minuti ha dato piu' spessore alla corsa. L'Astana, poi, verra' per fare risultato, questo fa ben sperare perche' una squadra che ha Contador, Leipheimer e Kloeden ha tutte le carte in regola per mettere in difficolta' gli italiani. La loro presenza aggiungera' il sale allo spettacolo. Kloeden? E' andato forte al Giro di Romandia, ma il Giro d'Italia nell'ultima settimana e' molto duro e premiera' uno specialista delle salite. Le gerarchie, poi, le fara' la strada".

La strada, appunto, un percorso quello della corsa rosa che appare comunque selettivo al di la' dell'ultima settimana. "Sulla carta e' una corsa che puo' essere entusiasmante durante tutto il suo svolgimento anche perche' fino all'ultimo giorno resta in dubbio e non saprai se avrai la maglia rosa a Milano".

 

"Le crono? Secondo me non favoriranno gli specialisti. Sono messe in un contesto in cui lo specialista non sara' avvantaggiato, ma conteranno le gambe. Secondo me, quella di Plan de Corones non fara' un grande distacco tra i leader. E' un Giro insidioso all'inizio e molto duro nel finale. In Sicilia, ma non solo, ci sono dei percorsi aperti dove ci puo' stare tutto: bisognera' essere bravi a gestire la prima settimana, poi si stabilizzeranno le classifiche. Sul primo duro arrivo in salita a Pescocostanzo, poi, si vedra' chi sta veramente bene perche' bisogna ricordarsi che le prime tappe difficili hanno spesso fatto vittime illustri".

 

Dal percorso ai corridori: stranieri, giovani e maturi, tra questi il decano Gilberto Simoni. "Io dico sempre che i corridori sono come i frutti: si possono fare le fragole a dicembre ma non saranno gustose come quelle che maturano in questo periodo- dichiara- Gilberto matura in questo periodo e come va adesso non va in tutto l'anno. Credo che rompera' le uova nel paniere a molti perche' lui e' un combattente, uno a cui piace lo scontro e la lotta: e a livello atletico da' tutto fino all'ultimo. Potrebbe essere l'ago della bilancia la vittoria dell'uno o dell'altro: l'esperienza non gli manca, ma e' un Giro esigente".

 

"I giovani? Nibali e Ricco' possono ambire ad una bella classifica, mentre Visconti fa parte di cacciatori di tappe che possono portare a casa qualche, speriamo una, tappa: per la classifica e' troppo duro per Giovanni. Ricco' concluse al sesto posto lo scorso anno correndo come spalla di Simoni, ora ha una squadra tutta sua e ha la personalita' per interpretare la corsa. Come ho detto, le crono non premieranno gli specialisti e lui potrebbe perdere meno di quanto lui stesso pensi. Nibali, invece, atleticamente e' il piu' forte ed ha anche una buona squadra. Le squadre saranno come sempre fondamentali".

 


Il via da Palermo si avvicina, la prima frazione e' una cronometro a squadre. "La Csc puo' sempre fare grandi crono- dichiara- Riis e' uno di qui manager che cura questo tipo di specialita' tutto l'anno. Poi c'e' la Tinkoff che puo' fare buona crono pur non essendo una squadra iperblasonata, ma ha questo Ignatiev che e' un buon corridore. Poi ci sono squadre che possono puntare a limitare i danni per prendere la maglia rosa nelle tappe successive. Una di queste e' sicuramente la Quick Step. Potranno provare a contenere e Bettini potra' provare l'assalto alla maglia".

 

Il direttore generale, poi, manda un augurio al Giro. "Che ci sia il pubblico dello scorso anno- conclude- e che si riesca a parlare solo di sport senza ombre".










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