Autocritica del velocista toscano giunto terzo alle spalle del britannico dell'High Road e e al tedesco Robert Foerster (Gerolsteiner). "Sono partito un po' troppo lungo, non pensavo ci fosse tanto vento contrario"
Catanzaro, 13 maggio 2008 - Daniele Bennati fa autocritica dopo la volata della quarta tappa del Giro d'Italia, che ha visto il corridore della Liquigas chiudere terzo dietro al britannico Mark Cavendish (High Road) e al tedesco Robert Foerster (Gerolsteiner).
"Sono partito un po' troppo lungo, non pensavo ci fosse tanto vento contrario", ha detto Bennati a Rai Sport al termine della frazione che ha portato la carovana da Pizzo Calabro a Catanzaro. "Cavendish è entrato fra me e le transenne, mentre io sono rimasto sulla mia traiettoria altrimenti lui andava per terra e io anche io. Poi - ha aggiunto Bennati - ho provato a partire, ma la velocità era bassa". Bennati non condanna l'atteggiamento di Cavendish nella volata: "E' piccolino e si infila dappertutto, bisogna dire che è molto veloce negli ultimi 50 metri".