Roberto Bolle attacca l'Italia:
"Troppi egoisti come la Fracci"
Il ballerino accusa il mondo della danza italiano: "Aumentando l'età pensionabile si frena il ricambio generazionale, la possibilità di carriera per i giovani e si condiziona la resa coreografica, il ritmo.."
Roma, 29 maggio 2007 - "In Italia per la danza siamo fermi a una tradizione culturale chiusa su se stessa, mentre gli altri Paesi si sono rinnovati". Lo dice al 'Corriere della Sera' Roberto Bolle, il primo italiano invitato al Metropolitan di New York dove si esibirà da protagonista a giugno, e sottolinea "con amarezza e rabbia" che il Met con l'American ballet, a differenza della Scala, "è davvero il numero uno dei teatri per questa forma d'arte".
Nel nostro Paese "quello che abbiamo cambiato -continua Bolle- è stata l'età pensionabile dei ballerini: alzata a 47 anni per le donne e a 52 per gli uomini -dice- Siamo poco più di un centinaio di professionisti nei 5 corpi di ballo, fare regole più mirate non sbilancerebbe certo i conti".
"Questo sistema frena il ricambio generazionale -sottolinea poi il 31enne Bolle- la possibilità di carriera per i giovani, condiziona la resa coreografica, il ritmo...Trovo che sia umano ma egoistico da parte di un'artista come Carla Fracci restare in organico -aggiunge Bolle- non solo per l'economia dell'opera di Roma, ma nei confronti dell'arte".
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