"Ora sono l'idolo dei detenuti
Sono tamarro e mi piaccio"
Il paparazzo dei vip racconta l'esperienza in carcere: "80 giorni sono troppi, ma 15 farebbero bene a tutti. A San Vittore ho conosciuto un prete e ho pregato molto ma non so se riuscirò a cambiare"
Milano, 5 giugno 2007 - "Sono diventato l'idolo dei detenuti, ora mi occuperò di loro e organizzerò un evento in carcere a settembre. Non ho mai ceduto al pianto, semmai scoppiavo di rabbia. Mi sono solo commosso parlando al telefono con mio figlio: gli ho detto che papà era per lavoro in Messico".
Lo ha dichiarato Fabrizio Corona, che ha affidato il diario della sua prigionia al settimanale 'Diva e donna', in edicola domani.
"È stata dura -ha detto Corona dagli arresti domiciliari- ma l'ho presa bene: 80 giorni sono troppi, ma 15 farebbero bene a tutti.
Sono stato in un carcere sovraffollato, con condizioni disumane, vitto immangiabile e scarafaggi: nel mio raggio eravamo 400, solo 15 italiani". E ancora: "A San Vittore ho pregato molto, ho conosciuto un prete straordinario e fatto amicizie che non dimenticherò mai".
L'agente dei fotografi indagato nell'inchiesta di Vallettopoli ha poi raccontato i suoi trucchi per abbronzarsi, per fare palestra, per mangiare bene. E l'incontro con la moglie Nina Moric: "Tornato a casa, ho cacciato tutti e siamo rimasti soli io e lei: siamo stati travolti da una passione che non conoscevamo più da tempo". Voglia di cambiare? "Io sono fatto così, sono un vero 'tamarro' e mi piaccio: dentro mi ero ripromesso di cambiare, ma non so se ci riuscirò".
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