La mamma: "Era un bambino perfetto
Ubbidiente, generoso e servizievole"
Su 'Vanity Fair', la vita di Corona raccontata da dieci persone che lo conoscono bene. Lele Mora racconta: "Voleva fare il giornalista come suo padre, era sveglio e lo presi come assistente"
Roma, 1 agosto 2007 - Dieci persone che lo conoscono bene svelano chi è veramente il protagonista di Vallettopoli Fabrizio Corona. "Era un bambino perfetto: dolce, ubbidiente, generoso, servizievole. E mammone! A scuola non era particolarmente brillante. Ma diligente e rispettoso, sì. Tranne l'ultimo anno di liceo, allo scientifico privato Oppenheimer di Milano. Arrivò impreparato alla maturità: era stato lavativo tutto l'anno. All'esame si mise pure a fare lo strafottente e lo bocciarono. Ma prima di quell'episodio non ha mai fatto l'esibizionista o il bullo, come oggi vorrebbe apparire". E' quanto dichiarato dalla mamma Gabriella Corona, che si racconta a "Donna Moderna", il settimanale in edicola domani.
Marco Salvatori, il suo primo personal trainer, lo ricorda invece timido e impacciato. "Giocava da portiere, ma voleva irrobustirsi. Si allenava con impegno almeno un'ora al giorno. Man mano che si faceva il fisico le ragazze gli cascavano ai piedi. E si fece più sicuro di sé. Uscivamo spesso a bere una birra o a mangiare una pizza. Era un vero salutista. Una volta - racconta - prese degli aminoacidi ramificati per migliorare le sue prestazioni atletiche: gli venne un'ansia tremenda e dovetti portarlo al pronto soccorso! Poi conobbe Nina Moric. Tornò in palestra elettrizzato. Usciva con una top model. Di lì a poco cambiò palestra e giro d'amicizie".
Antongiulio Grande, stilista e amico di Nina Moric, racconta che conobbe Fabrizio Corona quando divenne l'assistente di Lele Mora: "Quando conobbi Fabrizio aveva appena smesso di fare il modello. Non voleva più sfilare: se non sei un top ti pagano poco e lui aveva l'ansia di guadagnare. Era orgoglioso di Nina: si dava da fare per farla lavorare. Ma litigavano molto, spesso in pubblico".
Per Lele Mora Fabrizio è un bravo ragazzo: "Ma per lavorare in un settore cinico come il nostro ha indossato la maschera da "duro". E ora che ha scoperto che piace, ci marcia. Ma chi come me l'ha conosciuto quando aveva 23 anni, vede ancora uno dei tanti ragazzi della moda che folleggiavano negli anni novanta nelle discoteche di Milano. Voleva fare il giornalista, come suo padre. Era sveglio, lo presi come assistente. Ma voleva guadagnare di più, - chiude l'agente - così fondò l'agenzia fotografica. Ci vedevamo spesso: il suo ufficio è sotto il mio. Ma tra noi c'è stata solo amicizia. Fabrizio è eterosessuale e io non gli ho mai fatto delle avances".
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