"Ora non sento l'impulso di costruire una famiglia. Ma quando la persona giusta arriverà lo capirò subito e lei diventerà la mia priorità. Credo molto nella fatalità", ha detto il manager
Roma, 9 giugno 2008 - "Ora non sento l'impulso di costruire una famiglia. Mi affeziono. Ma quando la persona giusta arriverà lo capirò subito e lei diventerà la mia priorità. Credo molto nella fatalità". Lo rivela Matteo Marzotto a Tu, il settimanale diretto da Marisa Deimichei. "Che tipo di compagno sono? Temo non un granché, so di non dare il meglio", ammette il manager. "Anche se le mie ex mi ricordano tutte con affetto".
Marzotto parla poi del suo impegno nel sociale (è vicepresidente della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica): "Ognuno di noi ha dei doveri. E poi essere disponibile mi fa sentire bene, nutre la mia anima".
Infine, un ricordo della sorella, morta nel 1989 proprio di fibrosi cistica: "Era una delle poche persone con cui non dovevo riempire il silenzio. Era una madre, più che una sorella".
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