La 24enne ex modella Daria Zukhova è stata vista a casa dello stilista fiorentino, con cui avrebbe discusso i particolari del vestito per la cerimonia. Eppure qualche giorno fa aveva detto che il made in Italy è "superato"
Mosca, 20 agosto 2008 - Snobba la moda italiana, quando si tratta di proporla nel suo nuovo store moscovita. Ma poi sceglie uno stilista italiano, Roberto Cavalli, per disegnarle l'abito di nozze. La vip capricciosa è la ventiquattrenne Daria Zukhova, promessa sposa dell'oligarca russo Roman Abramovich. Secondo il sito di gossip on line, Life.ru, l'abito costerà 250mila euro.
Daria Zukhova e' stata avvistata a casa di Cavalli a Firenze, proprio in questi giorni durante le vacanze italiane che hanno visto la coppia anche a cena da Silvio Berlsuconi in Sardegna.
E con lo stilista avrebbe discusso il suo futuro vestito di nozze, come conferma uno degli assistenti di Cavalli, Paolo Canocci: "So che anche Dasha e' una stilista e probabilmente voleva suggerire qualcosa di suo, ma non so cosa hanno deciso''.
L'Italia deve essere decisamente piaciuta alla coppia vip: dopo aver regalato a Darla un ristorante di Roma, il patron del Chelsea avrebbe già in mente un altro dono per la sua giovane fidanzata: una villa del 15/mo secolo nei pressi di Novara che sembra intenzionato ad acquistare per cinque milioni di euro.
LA POLEMICA
Il made in Italy è "superato": parola delle bella Darla. "La gente a volte vuole indossare solo una t-shirt e un paio di jeans, invece di acquistare l'intera collezione di Gucci - aveva detto la Zhukova al quotidiano inglese 'The Times' - e quella gente verrà nei miei negozi". Stesso tono anche sul mensile tedesco 'Mode' : "Per i miei negozi penso di poter fare a meno del Made in Italy. Ci ho rinunciato, proponendo i miei marchi. Da me viene chi non vuole vestire marchiato da capo a piedi".
Ma non basta: secondo alcune voci, giunte al periodico 'Metropolitan Post', la Zukhova avrebbe definito gli stilisti italiani "superati" e "old style", bollando la moda italiana come sorpassata da quella moscovita e inglese.
Dopo aver fatto il giro del mondo le dichiarazioni della Zhukova hanno provocato non poche polemiche. Tra i primi ad insorgere è il presidente del comitato Lombardia per la Moda, Giovanni Bozzetti: "Il valore del Made in Italy è lampante: qualità di prodotti, coerente presenza sui mercati e costante innovazione tecnologica. Ci dispiace che Daria non abbia apprezzato i marchi italiani per la sua boutique, ma siamo certi che nel privato abbia una grande considerazione dei nostri prodotti visto che continua ad indossarli pubblicamente".
A rincarare la dose lo stilista Alviero Martini: "Daria Zhukova non apprezza il Made in Italy? Può essere. Guardando però le sue collezioni noto che numerosi capi, come le gonne cortissime e i pantaloni a vita alta si ispirano chiaramente alla creatività italiana. Sarebbe interessante capire chi li produce. Chi disprezza compra!".
A gettare acqua sul fuoco un portavoce della futura moglie di Abramovich. "Daria adora la moda italiana. Apprezza la creatività e il genio italici. Solo che nel suo negozio vuole proporre altri generi di vestiti. Non vendere marchi italiani non significa non amarli".
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