"Quando mi voleva insultare mi gridava 'fascista!'", racconta il 44enne attore romano. L'erede del grande Vittorio racconta a 'Men's Health' episodi quotidiani del rapporto padre-figlio, tra bocciature scolastiche e 'ragazzate'
Roma, 8 luglio 2009 - "Mio padre aveva certe manone! Il doppio delle mie. Mi rincorreva urlando con quella voce, la voce di Vittorio Gassman". A raccontare l’insolito episodio di vita familiare è Alessandro Gassman in un’intervista a Men’s Health.
I rimproveri di suo padre Vittorio, ricorda Gassman, erano motivati dal suo carattere estremamente vivace: "C’è stato un periodo in cui con il gruppetto di amici andavamo alla Standa a rubare le penne -racconta Alessandro- quando mio padre l’ha scoperto ti lascio immaginare cosa può essere successo in casa. Certe botte!".
Gassman-figlio ricorda in particolare quando il padre Vittorio lo aveva rimproverato per una bocciatura al liceo: "Ricordo la bocciatura in latino, greco e italiano. Un’onta per la famiglia. M’inseguiva per casa gridando: ‘Fascistaaa!’, il suo insulto peggiore. Che non c’incastrava un cavolo, poi. In tutto me le avrà date tre o quattro volte -conclude- La verità? Ne meritavo molte di più".