Non ha mai ricevuto minacce di morte, non è cresciuto di 25 cm in pochi mesi e non ha una statua di se stesso in salotto. “Sex symbol io? Impossibile, con le donne sono terribile", incalza l'attore
Roma, 13 luglio 2209 - Daniel Radcliffe è inseguito dalle leggende che si sono diffuse su di lui. Per questo, l’inteprete di Harry Potter, si impegna a smentirle una per una.
"E' giunta l’ora di sfatarle - ha raccontato a Tv, Sorrisi e Canzoni - ci sono vere leggende che hanno inventato su di me e tutte assolutamente false. La prima è quella delle minacce di morte. Mi avevano rifilato una guardia del corpo solo per proteggermi dai paparazzi, ma il giorno dopo scrissero che uno stalker assassino mi perseguitava. Poi hanno detto che mi facevo arrivare dal Belgio una birra distillata dai monaci di un convento. Che avevo chiesto ai soldati della SAS di portarmi fuori il cane. Che ero cresciuto di 25 centimetri in pochi mesi, magari ci fossi riuscito in due anni. E persino che mi ero fatto fare una statua di me stesso da mettere in soggiorno”.
E miti e leggende si estendono anche alla vita sentimentale dell’attore, descritto spesso come un sex symbol. “Sex symbol io? Impossibile, con le donne sono terribile. Non so corteggiarle o flirtare. Così l’incantesimo svanisce non appena mi incontrano. È la sesta leggenda. Altro che notti folli”. E anche la clausola del contratto che vieterebbe agli attori della saga di fare troppo tardi la sera sarebbe falsa. “E’ la settima leggenda. In effetti credo che sia illegale imporre il coprifuoco a qualcuno”.
Radcliffe ora, leggende a parte, sta pensando al futuro, anche se con una leggera tristezza. “Harry mi mancherà moltissimo. E poi mi mancheranno la vita sul set e gli amici trovati in questi anni. Io, Emma Watson e Rupert Grint siamo cresciuti assieme e questo renderà per sempre il lavoro sul set di Harry Potter un’esperienza diversa da tutte le altre”.