La cavalcata dei Reds
Per il Liverpool stesso lungo cammino del Milan: si parte dai preliminari. Poi è un trionfo. Agli ottavi fuori il Barcellona campione in carica, in semifinale gli acerrimi rivali del Chelsea
Liverpool, 21 maggio 2007 - In finale di Champions League senza avere vinto il titolo nazionale l'anno prima e partendo dal terzo turno preliminare. Per il Liverpool stesso lungo cammino del Milan: stessa impresa di Manchester United e Bayern Monaco, le protagoniste della finale della edizione 1998/99. Una strada passata attraverso quattordici tappe. Alcune particolarmente difficili, come Barcellona e Chelsea.
PERICOLO ISRAELIANO
Per i Reds nei preliminari c'è il Maccabi Haifa. I campioni di Israele spaventano subito la squadra di Benitez passando in vantaggio ad Anfield. Poi Bellamy e Gonzalez ribaltano il risultato, ma è un 2-1 che non lascia tranquilli. Il ritorno si gioca a Kiev, perchè la Uefa non fa giocare in Israele per motivi di sicurezza. Gol di Crouch, poi il pareggio e tanta paura di andare ai supplementari. Ma così non è. Liverpool alla fase a gironi della Champions League non senza qualche brivido.
TRE PER NOVE UGUALE PRIMO POSTO
Il sorteggio di Nyon mette i Reds con Psv, Galatasaray e Bordeaux. Girone non facile, che sulla carta appare tra i più equilibrati. Ma il Liverpool lo domina dopo l'iniziale 0-0 di Eindhoven. Perché Crouch (4 gol), Luis Garcia (3) e Gerrard (2, nella foto), tre nomi per nove reti, prendono per mano la squadra, che infila quattro vittorie di fila: 3-2 con il Galatasaray (con una splendida rovesciata del centravanti), 1-0 in Francia e poi 3-0 in casa con il Bordeaux, infine 2-0 con il Psv ad Anfield. Così all'ultimo turno i Reds possono permettersi anche di perdere in Turchia (con una formazione largamente rimaneggiata) senza cambiare gli equilibri. Liverpool primo. E dietro il Psv.
BYE BYE RONALDINHO
L'accoppiamento degli ottavi è il peggiore che si possa immaginare: c'è il Barcellona di Ronaldinho, campione in carica. Il Camp Nou spinge i blaugrana, che dopo 14 minuti sono già avanti con Deco. Ma la squadra di Benitez non si scompone e con Bellamy e Riise va a prendersi in Spagna un successo storico. Al ritorno le tre punte di Rijkaard non pungono (oltre al brasiliano ci sono Messi ed Etòo), Gudjohnsen riaccende le speranze dei blaugrana nel secondo tempo, il Liverpool però regge. E alla fine è sconfitto ma felice. I campioni in carica vanno a casa agli ottavi di finale. Bye bye Ronaldinho.
GERRARD-CROUCH, CEDE SUBITO LA DIGA OLANDESE
Avere eliminato il Barcellona mette addosso al Liverpool una grande carica. Nei quarti ne fa le spese il Psv, che a Eindhoven finisce travolto 3-0 da Gerrard, Riise e Crouch. Discorso qualificazione già chiuso all'andata. La partita di Anfield serve solo al solito Crouch per aumentare il suo bottino di gol in Champions League: diventano 6, più quello segnato nel preliminare di cui la Uefa non tiene conto. Benitez e il Liverpool si vendicano così di Koeman, che nel 2005/06 aveva eliminato i Reds dalla Champions con il Benfica.
LE MANI DI REINA SUL DERBY
Il Chelsea di Mourinho è l'ultimo ostacolo per la finale. Come due anni prima. Di nuovo derby inglese, paese padrone con tre squadre in semifinale. L'intruso è il Milan. A Stamford Bridge Joe Cole regala la vittoria ai Blues, ad Anfield invece è Agger a pareggiare per i Reds i conti dei successi. Un'occasione per Crouch, una traversa di Kuyt e un gol annullato all'attaccante olandese per un fuorigioco dubbio fanno pensare che il Chelsea possa capitolare da un momento all'altro, ma non accade. I supplementari passano e ci sono i rigori. Arriva il momento di Reina: il portiere del Liverpool, mentre Benitez assiste seduto per terra in posizione yoga, strega Geremi e Robben, mentre i Reds sono impeccabili. E salgono sull'aereo per Atene.
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