L'odissea dei tifosi milanisti
"Così siamo stati truffati"
Le peripezie di Andrea e di altri venti tifosi di Cervia. I biglietti, il trasferimento e l'identikit del gruppo di rossoneri. Dovevano partire, invece sono rimasti a terra: spariti i biglietti per Atene
UN SOGNO infranto prima di cominciare. E’ quello di un gruppo di tifosi — diciassette di Cervia, tre di Cesena e un bolognese — che dovevano assistere alla finalissima di Champions League del Milan contro il Liverpool ad Atene. Truffati. I loro biglietti sono inspiegabilmente spariti.
E l’hanno scoperto all’aeroporto, quando ormai, avvolti dalle sciarpe e dalle bandiere rossonere, si immaginavano festanti in una magica serata di sport ed emozioni. Senza prezzo.
Il prezzo l’aveva invece il pacchetto per la Grecia, costato in media 600 euro, 550 per chi ha l’aveva richiesto prima, 650 per chi, forse un po’ indeciso, è giunto in ritardo. Denaro che ora sperano di recuperare, prima o poi.
Ricostruiamo la vicenda con Andrea Ravaglia, avvocato romagnolo di 30 anni, che doveva vivere in prima persona la terza finale rossonera della sua storia dopo Manchester e Istanbul.
Come avete trovato i biglietti?
«Un mio amico di Piacenza conosce una dipendente di uno sponsor, o almeno una persona che si è qualificata come tale. Lui le ha chiesto 24 biglietti per il suo gruppo. Noi eravamo invece in 21».
Già martedì avevate avuto avvisaglie che qualcosa sarebbe andato storto.
«Per lo sciopero aereo il nostro volo, che doveva partire da Milano Malpensa alle 9, è slittato alle 11. Sinceramente ero più preoccupato per gli arresti dei tifosi del Milan, ho pensato che potessero esserci complicazioni per i nostri biglietti. Ho chiamato e sono stato tranquillizzato».
E all’alba non sono mancate le novità.
«Ci hanno chiamato cambiandoci aeroporto. Non più Malpensa, ma Orio al Serio di Bergamo. Non avevo buone sensazioni...».
E all’aeroporto ecco la sorpresa.
«Prima sembrava dovessimo partire più tardi, poi abbiamo scoperto che non c’erano i biglietti per lo stadio, solo quelli aerei. O almeno ci dovevano essere, dato che io non li ho visti. Ci siamo rivolti al posto di polizia dell’aeroporto e la dipendente dello sponsor ha rilasciato una deposizione. E’ da appurare se i nostri biglietti siano spariti per colpa sua o se anche lei sia stata vittima della truffa».
Come si è giustificata questa persona?
«Senza una logica, onestamente. Sostenendo che qualcuno si era appropriato senza titolo dei biglietti, approfittando della giornata di caos negli aeroporti per lo sciopero degli assistenti e dei controllori di volo».
Che fine hanno fatto i soldi?
«Chi lo sa, speriamo di recuperarli. Il mio amico di Piacenza ha firmato una querela, sottoscritta poi da tutto il nostro gruppo. Perdiamo soprattutto un’esperienza unica. Io, poi, che ho fatto da capofila per trovare i biglietti, ci ho rimesso pure la faccia».
E’ TANTA la delusione, dopo giorni trascorsi ad organizzare la trasferta in ogni dettaglio. Il gruppo di tifosi romagnoli era composto da venti uomini e una donna, Simona.
Oltre ad Andrea, tra loro c’era Gianni, infermiere di 36 anni, un vero tuttologo del Milan, la cui madre è una fan di Gianni Rivera. Poi Marco, commerciante 31enne, unico reduce da Atene ‘94, quella di Milan-Barcellona 4-0. E poi l’ultrà del Cesena Gianariele, che, ammettendo l’impossibilità della sua squadra di disputare nella sua storia una finale di Coppa dei Campioni, aveva deciso di aggregarsi.
di Chiara Barin
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