Notizie locali Bologna / Modena / Pesaro / Rimini / Firenze / Arezzo / La Spezia / Prato / Milano / Bergamo / Lodi / Monza Brianza Tutte le cittĂ 

La doppia vita degli abiti

Camaiani e il suo innovativo Atelier per un giorno

La doppia vita degli abiti
La doppia vita degli abiti

‘ATELIER PER UN GIORNO’. Ovvero, come abbinare la sartorialità, quella della tradizione, con un servizio ‘speciale’, organizzando un defilè del ‘su misura’ appositamente per le clienti. L’idea è di un brillante stilista-sarto marchigiano, Vittorio Camaiani (45 anni), che all’inizio di ogni stagione della moda, parte dal suo quartier generale di San Benedetto del Tronto cimentandosi in una sorta di tournée, fatta di sfilate-evento in diverse città d’Italia. E chiamando a raccolta le aficionados, alle quali offre l’occasione di valutare in anteprima le sue creazioni e di prenotarle. Così Camaiani, dopo la prima presentazione di stagione che ogni anno tiene di rigore a Porto San Giorgio, a Villa Montanari-Rosati, è approdato a Roma e poi, qualche giorno fa, a Bologna. E replicherà a Foligno domenica 13 novembre (ore Spazio A256Studio, via Dell’Acqua 40). Insieme a lui, la moglie Daniela, autentico braccio destro nella fase di realizzazione dei capi in sartoria e l’estrosa Cecilia Rosati, bolognese, artefice dei bijoux d’atelier in plexiglas che rifiniscono vestiti, cappotti e giacche, a dare un tocco di originalità in più.
Camaiani, come nasce ‘Atelier per un giorno’?
«Avvicinarsi al cliente è vincente. Lo sto facendo da 3 anni e sto tuttora avendo parecchie soddisfazioni. E’ un’idea che ho mutuato dalle grandi anni ’50, dove la cliente poteva esaminare con calma i capi indossati da modelle, e fare le sue scelte».
Rispetto al pret-a-portér come si differenzia la sua formula?
«Lo stile dei miei capi è sempre quello più attuale, potremmo dire ‘di moda’, ma la differenza poi sta nel tocco di originalità che regalo alle mie creazioni, nella scelta dei tessuti e nelle rifiniture. Il tutto, senza i costi esosi degli stilisti del pret-a-porter, con un eccellente rapporto qualità-prezzo».
Come nascono i suoi abiti?
«Parto sempre dal presupposto che in moltissimi armadi i capi-base ci sono già. E che le signore desiderano abiti che possano dare un tocco di novità al loro guardaroba e, perché no, anche valorizzare i capi che già possiedono. In più, i miei capi devono essere capi pratici, facili da usare. Da questi presupposti, io do il ‘là’ all’ispirazione».
E questa collezione autunno-inverno a cosa si ispira?
«Spesso mi ispiro all’arte, che mi dà sempre emozioni, e all’Oriente, con quel modo di vestire fatto di linee ampie e avvolgenti. Questa volta ho rivisitato il Decò, dalla bellezza intramontabile, e un artista come Ertè che io amo tantissimo. Disegnando questi abiti, avevo in mente il rigore, l’avanguardia e la femminilità così attuale delle donne ritratte da Tamara de Lempicka».
Quali sono le caratteristiche di questi modelli?
«Ho giocato sugli orli e sulle lunghezze creando effetti sorpresa: pantaloni dall’orlo asimmetrico, più lunghi dietro e cappotti che imprevedibilmente si accorciano sul dietro a mostrare il fondo della giacca. E, ancora, abiti che hanno una doppia vita: ad esempio, la cappa che diventa gonna. E poi ho giocato con i dettagli in plexiglas di Cecilia Rosati, che danno un tocco modernissimo».
Lei come ha iniziato?
«Da ragazzo facevo l’indossatore, e il mondo della moda mi ha sempre stregato. A 18 anni già lavoravo nell’atelier di un noto sarto romano degli anni ’80, Massimo Fioravanti».
Che ricordo ha, di quegli anni?
«Erano gli anni della ‘Milano da bere’, anni d‘oro per il ‘su misura’, con quelle giacche così costruite, con le famose spalline».
La sua più grande soddisfazione?
«Nel 2007 quando, in occasione del Cinquantenario della scomparsa di Arturo Toscanini, ho creato un foulard per celebrare l’evento».
Chi apprezza, tra gli stilisti?
«In generale apprezzo gli italiani, perché si portano dietro comunque un background culturale così importante, e la bellezza del nostro Paese la raccontano attraverso le loro creazioni».
Cos’è, per lei, l’eleganza?
«Rispondo con una frase: se puoi, togli. E aggiungi te stessa».
 

il Sondaggio

La Lega deve uscire dal Parlamento?


  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by