Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
Dal 1945 ad oggi la storia dello chic a Pesaro e a Bologna
Da Pesaro a Bologna, una storia di donne. Donne imprenditrici e patite della moda, che hanno fatto del loro nome (e della loro passione) un punto di riferimento per le fashion addicted. Silvana Ratti sorride, accanto a Ermanno Scervino – giunto di persona qualche giorno fa nella boutique di Bologna, in pieno centro storico, in via Clavature, a presentare i pezzi della sua collezione autunno-inverno - e racconta la storia dell’attività di famiglia, lunga 66 anni, che si è snodata dal Dopoguerra ad oggi tutta al femminile. Insieme a lei, la figlia Matilde, che ora si occupa a tempo pieno della boutique di Bologna.
Come ha iniziato?
«Fu mia madre Licia, nel 1945, ad aprire un piccolo negozio a Pesaro. Poi man mano, negli anni del Boom economico, io iniziai ad affiancarla e la nostra diventò una boutique di grandi firme. Facemmo entrare marchi di rango, come Hèrmes, Roberta di Camerino, Trussardi, e tanti altri. Tuttora tante signore vengono a vestirsi qui da ogni parte d’Italia».
E poi venne Chanel...
«Sì, abbiamo avuto a lungo Chanel in esclusiva, prima come monomarca in via D’Azeglio, e poi nella boutique plurimarca di via Clavature. Un’esperienza che ci ha dato grande soddisfazione. E oggi al posto di Chanel, nel nostro store è arrivato Lanvin in esclusiva per Bologna. Ma insieme a questo marchio, ne abbiamo tanti altri ad arricchire l’offerta: Dior, Rochas, Nina Ricci, Tom Ford, Scervino...».
Cosa significa per la sua boutique, avere Lanvin?
«E’ un marchio molto prestigioso, elitario e, in più, davvero capace di strizzare l’occhio al futuro».
Come sceglie le collezioni?
«Una volta facevo le scelte con mia madre. Oggi le faccio insieme a mia figlia. Cerchiamo principalmente, come è sempre stato per ‘Ratti’, di mettere insieme una proposta che corrisponda ai gusti delle nostre clienti».
A suo avviso, la boutique in senso classico, oggigiorno è ancora un modello vincente?
«Assolutamente sì. Certo, occorre stare attenti agli acquisti e alla tempistica di consegna, senza togliere allure al negozio. Ratti propone il lusso, quello che ha come valore aggiunto quello di durare nel tempo. Ma proponiamo anche tante alternative mirate».
Qual è il suo concetto di eleganza?
«Indossare di tutto, ma imparando a mixare. In ogni caso, al bando il ‘total look’. Io cerco sempre di dare buoni consigli di look alle signore che frequentano le mie boutique, con molte delle quali sono nati negli anni bei rapporti di amicizia. Quello che non voglio mai fare, però, è cambiare spirito e gusti della persona che ho davanti».
Nota una differenza di gusti tra le signore che frequentano le sue boutique di Pesaro e Bologna?
«Potrei dire che le prime sono più estrose e aperte alle novità, mentre quelle che vivono sotto le Due Torri sono più classiche e amano indossare capi più ‘tranquilli’. Nelle proposte di stagione, quindi, mia figlia ed io cerchiamo di tenere conto di questi due trend».
Che cosa suggerisce per questa stagione autunno inverno 2011-12?
«Un bel paltò. Un capo che sta ritornando alla grande, preferibilmente lungo. Magari rifinito con begli accessori, bei guanti al gomito e una sciarpa importante. Scarpe basse o con tacco, ma basta con le zeppe. E poi donne, preparatevi, perché sta tornando la giacca»