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Ieri in passerella a Milano Moda Uomo Richmond, Gucci, Moschino, Bikkembergs, Versace, Etro e Iceberg
Milano, 17 gennaio 2012 - MOLTO bel prodotto, magari qualche idea in meno, tanto orgoglio italiano. Potrebbe essere questa la sintesi delle giornate di Milano Moda Uomo per il prossimo inverno con una cavalcata di defilè che si chiudono oggi con Giorgio Armani e che si distinguono per l’eccellenza delle lavorazioni, per la voglia di artigianalità, per la riscossa di uno stile che sfida la crisi a testa alta. «Alla vigilia delle sfilate ero in pensiero - racconta Mario Boselli, presidente della Camera della Moda Italiana - perché la contingenza ci fa avere per forza molte preoccupazioni. E invece no, qui a Milano sono venuti tutti i buyer e tutti i giornalisti che aspettavamo e queste sono presenze rassicuranti per il sistema moda. Vuol dire che chi ha deciso di venire a vedere le sfilate milanese l’ha deciso a prescindere, in piena fiducia verso la nostra creatività. E la più bella novità è che abbiamo chiuso un 2011 con un saldo di +5,5% contro il 4% delle attese e 63 miliardi di fatturato di settore, molto per merito della pelletteria e degli accessori».
DUNQUE segnali di fiducia che rincuorano anche Saverio Moschillo, vicepresidente di Camera Moda e patron del marchio John Richmond in passerella ieri ai giardini di via Palestro con ospiti che vanno da Morgan al presidente Formigoni. «Serve sostegno alle aziende specie da parte delle banche che la devono finire con le speculazioni - incalza Moschillo - e poi le istituzioni devono dare sicurezza al settore del tessile abbigliamento, c’è troppa paura nell’aria bisogna ridare un po’ di ottimismo». Intanto in passerella il bravo John mette in pista tutto il suo autentico british style con una collezione autenticamente Richmond che parte da Savile Row e arriva all’Ace Cafè, con chiodi in tessuto e pelle e mirabili camicie e giacche stampate con ossa e teschi, jeans di principe di galles e smoking bianchi da conquistatore.
E che ci sia una voglia diffusa di bellezza lo raccontano anche le collezioni di Gucci e di Iceberg. Per Frida Giannini si torna ad immaginare un vagabondo-chic, un poeta ribelle alla Rimbaud o alla Baudelaire e per questo la collezione stavolta si chiama “Le Fleur de Gucci” con disegni e stampe su lussureggianti velluti di rose e di iris, cappotti over dall’aria distratta e sognatrice, sacche da diligenza e cartelle inarrivabili di cocco col manico di corno, smoking di damasco decadente in tinte scure e sanguigne con rose di seta nere un po’ viscontiane appuntate sul revers. «Il mio è un bohemien grunge - spiega Frida che ammette il continuo successo delle collezioni per lui di Gucci - che si veste con colori caravaggeschi e il mio riferimento è l’attore Ryan Gosling de le Idi di Marzo ma anche moltissimo il giovane Helmut Berger».
HA PENSATO all’intelligenza di Charlie Chaplin e al tocco rivoluzionario di Charlot in “Tempi Moderni” Paolo Gerani che dedica la collezione Iceberg proprio al grande attore e regista. Così la bombetta si stampa sulle t.shirt come pure le scarpe sfondate, mentre la passerella si anima di modelli che sfoggiano cappotti di nylon doppiati di panno agugliati di mirabile fattura e pullover fatti a mano di rara bellezza, sfumati e con l’orlo dorato. «Solo noi italiani possiamo fare questi prodotti così alti di gamma - dice Paolo Gerani - e solo noi abbiamo un terziario con tale esperienza e maestria». Nel gioco della modernità di Iceberg ci sono i completi grigi stropicciati simbolo di una eleganza decontractè, i maxicardigan cammello, gli smoking color inchiostro.
Inno alle piume sui cappelli, i gilet, gli sparati da sera e perfino sul frac da Etro, come Kean Etro che fa idealmente volare i modelli come aquile e fagiani arricchendo cappotti di velluto e abiti di tessuti inglesi con le mille sfumature dei volatili, in un gioco estetico di grande libertà. Le stampe dei muri tutte di mattoncini e ricami di imbastiture a vista da Moschino con Rossella Jardini che guida il lavoro dell’atelier con mano felice, pronta per sfilare la collezione Moschino Cheap & Chic a Londra il 18 febbraio. Aria rock per questo divertente e impeccabile Moschino con stampe di chitarre e giacche catarifrangenti. In ottima forma anche Donatella Versace che ha ingaggiato in esclusiva 19 belloni simbolo di un uomo Versace che è fiero della sua bellezza naturale. In passerella capppotti militari coi bottoni d’oro della Medusa, jeans di cashmere «fatto apposta per noi in Giappone», confida Blonde, byker borchiati d’oro e ricamati di cristalli coi simboli della maison, con l’esaltazione della stampa “fleurflage” dall’unione dei fiori dai colori vivi ai camouflage della tradizione delle divise. Sexy i mutandoni sotto il pastrano e gli anfibi, per un Versace a tutta ironia.
SEMPRE più bravo Lapo Elkann che da Giannino presenta le sue stimolanti creazioni insieme al socio Andrea Tessitore che è l’ad di Italia Independent. In ottima forma il rampollo torinese, sicuro e simpatico e fiero dei suoi capi su misura, dei 2 milioni di euro di fatturato dall’abbigliamento, dei corner I-I che aprirà presto presso molti ottici indipendenti che saranno presentati al Mido di marzo. «Parliamo di moda, non d’amore» risponde Lapo a chi gli domanda di Jennifer Lopez e si scatena nel racconto dei 6 milioni di euro che Italia Independent ha guadagnato coi suoi occhiali vellutati.
Ma ieri è stato soprattutto il gran giorno di Dirk Bikkembergs che si rilancia dopo l’acquisizione da parte del gruppo ZEis Excelsa di Maurizio Pizzuti con una collezione perfetta seppure al debutto disegnata dal bravo Hamish Morrow in tocchi minimal-chic per un guardaroba davvero contemporaneo.
Eva Desiderio