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Pitti Bimbo: piume e baby look per far volare l'Italia

Oltre 500 marchi a Firenze: prodotti sicuri e sfilate blindate

Fra le mamme vip Claudia Gerini, Alice Gilardino e Benedetta Parodi con le figlie in passerella per Miss Blumarine

Pitti Bimbo
Pitti Bimbo

Firenze, 20 gennaio 2012 - "BISOGNA ESPORTARE! E combattere con la qualità contro i copiatori e le grandi catene che fanno moda a prezzi stracciati". Mauro Serafini, presidente del grupo Grant, non ha dubbi: il made in Italy dell’abbigliamento baby deve puntare su questa formula per vincere. E allora l’idea di fare una sfilata di Miss Grant e Grant Garcon a porte chiuse, per impedire che dopo pochi minuti le idee di un’azienda così seria siano rubate da chi fa commercio sleale e contraffazione.
Così Pitti Bimbo, che chiude domani, oltre ad essere la più grande fiera del mondo per vestire bambini ed adolescenti coi suoi 510 marchi in Fortezza da Basso, diventa anche centro propulsore della riscossa delle aziende italiane. "Ogni anno produciamo 50.000 capi tutti ad alta artigianalità — conferma Toni Scervino amministratore unico del marchio Ermanno Scervino — curati nei minimi particolari. Qui a Pitti abbiamo avuto molti buyer da tutto il mondo, mentre il mercato italiano soffre per la crisi ed è a macchia di leopardo. Noi in azienda per non alzare i prezzi rispondiamo ottimizzando i processi produttivi. Ma il costo del lavoro made in Italy è altissimo".

DI STAND IN STAND si incontra un ventaglio ampio di proposte: da Naturino, gruppo Falc, brilla lo stivaletto di cristalli Swarovski, gli stessi che tempestano l’abitino di maglia color latte di Laura Biagiotti Dolls. Da Stone Island il viaggio al centro della terra del piccolo esploratore punta sulla Liquid Reflective Jacket spruzzata di colore a mano, da Woolrich coi piumini bordati di pelliccia il caldo è assicurato, da Hydrogen il presidente Alberto Bresci mostra la tutina camouflage e i piccoli pull coi teschietti, da Vuarnet gli occhiali da sole sono a prova di giochi, da Dekker Junior Massimo Tassinari racconta che le piume dei giacchini sono di anatra perchè questo simpatico animale fa parte della catena alimentare e dunque etica. «Per la prossima collezione — confida lo stilista — useremo addirittura le piume riciclate dei vecchi cuscini». Molta attesa per la collezione Astor Martin, assolutamente british style, dopo l’accordo di licenza per 12 anni con l’azienda Silvian Heatch fondata da Mena Marano. "E’ un’avventura prestigiosa — dice l’imprenditrice di Nola che produce 2,5 milioni di capi l’anno — un progetto vero, non merchandising". Bella atmosfera alle Pagliere per Monnalisa disegnata da Barbara Bertocci con la figlia Diletta Jacomoni: ad ammirare i tableaux vivants anche il presidente Piero Jacomoni e il nuovo ad Christian Simoni. Beppe Fiorello sposa il progetto della Pigotta-Unicef con Simonetta e il presidente Roberto Stronati che durante questo Pitti Bimbo ha messo a segno anche il rinnovo della licenza fino al 2016 per il baby di Roberto Cavalli. Sono di coccolosa pelliccia eco le borsine di Minifix, sono a prova di corsa tutte le scarpine del gruppo Zeis Excelsa che ieri ha lanciato anche Unica coi piccoli di Io Canto e Mogol, la società che Maurizio Pizzuti ha fatto con Claudio Orrea e che produce il bambino di Patrizia Pepe e le felpe di Virtus Palestre. Al Teatro Goldoni ieri sera performance esclusiva per la presentazione della griffe romantica Illudia.

 

Eva Desiderio

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