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Lo stilista Bill Gaytten manda in passerella vestiti anni '50 di seta bianca ricamata di fiori neri
Parigi, 24 gennaio 2012 - TALENTO, lavoro, umiltà e sacrificio premiano sempre. Anche nell’Haute Couture che ieri ha festeggiato la seconda collezione di Giambattista Valli, forse l’italiano più amato qui a Parigi perché arrivato giovanissimo e solo quindici anni fa, prova vivente che con una volontà di ferro e capacità si può scalare, come ha fatto Giamba, l’Olimpo dell’eleganza. Tutti all’Hotel Crillon dunque a vedere questa giovanissima maison che solo nel dicembre scorso è entrata a pieno titolo nel gotha della Chambre Syndacale de la Haute Couture, dopo la selezione severa del Ministero della Cultura francese, insieme a colossi come Dior, Givenchy, Jean Paul Gaultier e Chanel, non più solo “Membre Correspondants” come Armani, Valentino, Versace, Alaia, Elie Saab, Maison Martin Margiela.
"LA CHIAVE di volta è stato che io ho qui a Parigi tutta la mia maison e il mio atelier al 30 di rue Boissy d’Anglas - racconta Valli dopo gli applausi e gli abbracci delle tante it-girl che veste, da Shala Monroque Gagosian a Elena Lebedev, da Bianca Brandolini d’Adda a Margherita Missoni - e mi piace essere di esempio a tanti giovani che vogliono fare moda. Il mio messaggio è che si può essere e restare indipendenti, basta con il modello dello stilista capriccioso che lavora al soldo delle grandi maison. Io sono un creativo ma anche un po’ imprenditore della mia griffe, il mio pret-à-porter vende benissimo ed è prodotto a Bologna da Mario Bandiera e con questi soldi guadagnati negli ultimi sette anni ho trasformato il sogno dell’alta moda in realtà".
E BRAVO Giambattista cresciuto “a bottega” da Roberto Capucci e poi da Monsieur Emanuel Ungaro, due giganti dello stile che gli hanno dato quell’imprinting della couture che ieri sera ha spopolato con la cappa bianca con le ghirlande di fiori, gli abiti che tintinnano di petali ricamati in rosa pallido e nero, il delicato abito-manteau di pizzo che si chiude al collo con un grande fiocco, la corazza di cocco nero sulla gonna di pizzo bianco fabbricato in esclusiva a Lione. Come sempre strepitosi i gioielli di Luigi Scialanga, collier di rose d’argento. Quarantun modelli per una donna delicata come un’ortensia, fiore simbolo della collezione. Leggera, con un body-bustino che lascia i seni liberi e strizza la vita. Le modelle sono come bambole di bisquit, con gli abiti di porcellana intatta che hanno stregato Salma Hayek Pinault (che anche ieri sera era vestita Valli) e Diane Kruger, Lee Radziwill e Farida Kelfe. "Qui a Parigi agli inizi ho preso molto porte in faccia - racconta Giambattista - ma non mi sono mai arreso e sono felice di aver dimostrato che l’alta moda non è morta perché c’è tutta una generazione di donne, mecenati per i nostri atelier di ricami e accessori, che dall’Arabia al Kazakistan si vestono Valli e anche molte cinesi che cliccano su Internet e ordinano così l’abito haute couture". Il body-corsetto è il leit motif della collezione aerea e delicata di Christian Dior che ha sfilato nell’atelier di Avenue Montaigne, là dove è nato il mito del New Look. A tanta importante storia ha ripensato Bill Gaytten, l’inglese che ha sostituito John Galliano da un anno e che ha mandato in passerella vestiti anni ’50 di seta bianca ricamata di fiori neri, la gonna ampia e danzante e il bustino piccolo che ricorda la classicità della giacca Bar, in una sinfonia di trasparenze in bianco e nero, composte e seducenti, con lavorazioni a imbastitura o a mosaico di coccodrillo davvero strepitose, come le onde di organza dei sontuosi abiti da ballo.
"QUESTI sono i nostri codici, questo è il nostro Dna - spiega Sidney Toledano, presidente di Dior che saluta Bernard Arnault con l’inseparabile Peter Marino - con Bill stiamo andando molto bene, le vendite Dior parlano chiaro. Il suo lavoro è meraviglioso, dunque...". Perché cambiare?, pare confermare Toledano che si tiene stretto, per ora, Gaytten.
Sono quindici le Cariatidi di Donatella Versace, nel tempio d’oro ricostruito all’Ecole des Beaux Arts, con le modelle come cyber vestali di pizzi color della luna, le schiene nude scolpite da anatomiche onde di metallo, i giacchini byker pieni di ricami e di tagli metallici, le scarpe da vertigine che fanno impazzire Cameron Diaz. Donne fiore con le velette di rose e i piedi dipinti di verde quelle di Maurizio Galante, anche lui qui a Parigi membro effettivo della Chambre perché presente con l’atelier da 15 anni. E fra le meraviglie di ieri, anche la collezione limited edition di Roger Vivier.
Eva Desiderio