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Sfila anche l'anche l'abito coccodrillo di Givenchy Haute Couture di Riccardo Tisci
Parigi, 25 gennaio 2012 - LA METAMORFOSI della donna secondo Giorgio Armani. Che con l’alta moda del suo Privé crea per la primavera-estate che verrà una divina creatura che sorprende e affascina, avvolta nelle reti, nei tulle, nei microcristalli Swarovski in un colore inusuale e bellissimo come il verde chartreuse. «Un colpo d’occhio che pervade tutta la collezione - racconta Giorgio nel backstage al Grand Palais mentre saluta Cameron Diaz e la rossa Jessica Chastain, che proprio pochi minuti prima ha appreso della nomination all’Oscar proprio durante il defilè - che guarda a una donna in continuo cambiamento, come se cambiasse la pelle insieme all’abito.
ARIEGGIA un serpentello, ma non chiamate le mie stampe animalier! Sono giochi di stampe e di materiali che solo in alta moda si possono fare per dare tridimensionalità e modernità ai tessuti». Quarantaquattro modelli d’essenza di chic, con giacche dalla baschina scostata in lurex e questi inediti effetti fluo. «Le clienti vogliono ritrovare il mio stile - spiega Armani fotografato dalla simpaticissima Inés de la Fressange sempre con la Canon al collo e abbracciato dalla radiosa Afef Tronchetti Provera - ecco il perché delle giacchine buttate sulle spalle dell’abito da sera con nonchalance. E vanno in visibilio per le mises più ricercate e reinventate».
COME per il body tagliati a rete effetto neoprene, le gonne pizzicate all’orlo, lo spiritoso nastro a spirale di Philip Treacy sugli chignon spettinati, il cappello-veletta da soffio di vento, la luce abbagliante dell’abito di paillettes tagliate effetto sirena, i vestiti da ballo e da incanto a balze ricamate di paillettes che riproducono motivi serpente, gli stessi delle minudière e dei collier. «Ho sognato uno zoo!», scherza Giorgio quando gli parli della donna crisalide o scarabeo. «L’alta moda è una forma d’arte e le clienti fisse nel mondo sono una ventina - racconta - la paura è che possa diventare un pret-à-porter da televisione se non ben gestita. Ma io invece tengo duro, l’haute couture per natura deve mantenere questa allure poco democratica, di questi vestiti ce ne sono al massimo due al mondo. Io vengo sempre a Parigi con entusiasmo e anche un po’ paura perché il confronto è forte - aggiunge Armani - ma resto male per non aver grande accoglienza dalle istituzioni della moda parigina. Capisco, sono un concorrente e la riservatezza della mia vita non mi costa nessuna fatica.
Ma darmi solo un’ora di tempo per sfilare con questo calendario non mi sembra carino! Se a Parigi non venissero a sfilare gli italiani mancherebbero molte firme». La polemica si spegne parlando dell’Italia: «Il premier Monti mi piace, è equilibrato, coraggioso, elegante. Io non faccio politica ma produco sogni e spero che il nostro Paese possa tornare a sognare».
E CHE IERI sia stata una giornata di donne-animali lo si è visto anche da Givenchy con le meraviglie di Riccardo Tisci: dieci modelli ispirati all’Art Deco di Ertè ma in tono rock, con contrasti di lusso nell’abito di coccodrillo tagliato scaglia per scaglia e ricomposto su tulle di seta in 350 ore di lavoro indossato da Stella Tennant e la canotta spartana sopra la gonna foderata di microbitz. «L’estetica è quella del film Metropolis - racconta Tisci che sta lavorando al nuovo look di Madonna - Ed è la prima volta che guardo al passato» dice davanti al frac di cocco laccato a mano e ricamato e alla modella col prezioso doppio anello al naso. Da Chanel Karl Lagerfeld porta in volo le modelle d’azzurro vestite ricostruendo l’interno di un aereo con solo 250 posti. Alta Moda a Parigi vuol dire anche gioielli: splendidi quelli di Van Cleef & Arpels della collezione “Couleurs de Paradis”, per un Eden di brillanti, spinelli e zaffiri su spille colibrì e anelli rondine.
Eva Desiderio