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Il Salone internazionale punta sui tessuti eco-bucolici
IMBOCCATA ormai da alcuni anni (complice la crisi e un po’ di riscoperta di valori antichi) la svolta ambiental-bucolica del tessile italiano continua ed è protagonista anche della settantesima edizione di “Pitti Filati”, la grande rassegna internazionale dei filati per maglieria, che si è aperta ieri alla Fortezza da Basso di Firenze. Accanto alle fibre naturali, all’insistenza sul riciclo (è il caso di Pinori Filati con il Denim “filo eco”, ottenuto dai jeans); agli allestimenti primaverili (il giardino di camelie e peonie, di Ilaria), agli scenari e ai colori ispirati a boschi e laghi (Cariaggi) anche lo spazio di ricerca, “Futurural” è dedicato al rapporto con la campagna. Un binomio ulteriormente suggerito dalla presenza di dodici trattori della New Hollande (gruppo Fiat) in uno spazio davvero molto bucolico. All’interno di un quadro positivo per il settore (nel 2011 il fatturato al +16,4%), ma con parecchie incognite per il futuro, “Pitti Filati” è partito benino, con stand abbastanza pieni già dalla tarda mattinata del primo giorno, dopo una partenza piuttosto desertica. Va anche detto che questa edizione (anteprima della collezione primavera/estate 2013) è per molti espositori meno importante rispetto a quella di luglio dove ci sono le collezioni autunno/inverno. Il patron di Lineapiù Italia, Alessandro Bastagli, presenta con orgoglio i risultati dei primi 15 mesi di attività dopo il salvataggio dell’azienda: 34 milioni di fatturato nel primo anno, 25% (in più di quanto previsto), tendenza in crescita anche nel primo trimestre del secondo anno. Il tutto con una strategia di rilancio anche della linea Filclass (funzionalità, innovazione, e attenzione ai costi), mentre la tradizionale linea del lusso punta su filati innovativi ed esotici.
In generale, i compratori ci sono e soprattutto quelli internazionali (in particolare da Francia, Germania e Stati Uniti): i più attesi visto che il mercato sorride di più alle aziende che hanno un’ampia quota di export. Tornando alle tendenze, si capisce che il periodo della crisi più profonda è passato dalla vasta gamma di colori, anche se proprio l’allegro e divertente allestimento di “Ecafil Best” «vuole rappresentare il mondo al contrario di come è, perché ci sono incubi neri che incalzano il nostro settore e l’Europa» dice Giampiero Livi che torna a chiedere misure protezionistiche per difendere il tessile. I colori spaziano dalle tonalità pastello a quelle più accese, mentre grande protagonista è la viscosa, filo vegetale che attraversa tutte le stagioni ed è particolarmente versatile. Botto Poala propone “Blossom”, il sottilissimo filo glitter declinato in una serie di colori briosi, mentre in molti puntano sul ritorno del tricot, anche nelle collezioni estive. Filpucci presenta dei veri e propri omaggi alla naturalezza della fibra con lini e cotoni speciali e ibridati e sempre con la viscosa come superstar. Il Lanificio dell’Olivo punta sulle mischie del lino e sulla sua struttura naturale, accostandola ai colori fluorescenti, proponendo anche filati “Les oxydée”, una nuova generazione di aspetti lucidi.
NELLA COLLEZIONE Pinori ci sono filati di effetto (Power; Jafar; Galaxy) che nascono da abbinamenti di cotone, lurex e nylon, con effetti metallici preziosi.
Ilaria sceglie di rifarsi al fascino di Coco Chanel con i suoi filati fantasia, l’Industria italiana filati presenta stampe innovative e prodotti di lusso con paillettes, la Filatura di Pollone lancia il filato Castore Lamè (con l’aggiunta del lame oro e argento) e del Castore Metal, in ritorto con un filo di rame ultrafine per creare effetti vintage particolari.