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Parigi: Un po’ Amy, un po’ Marie Antoinette

Il lusso campestre di Valentino e la trasgressione di Gaultier

Parigi: Un po’ Amy, un po’ Marie Antoinette
Parigi: Un po’ Amy, un po’ Marie Antoinette

OMAGGIO a Marie Antoinette e ad Amy Winehouse sulla passerella dell’alta moda parigina con il talento e la freschezza di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli per Valentino e di Jean Paul Gaultier sempre pieno di grinta e fantasia sfrenata. Due immagini e due icone di femminilità lontane anni luce che però si attraggono nella rappresentazione delle tante facce della femminilità. Bucolica, piena di grazia, un lusso campestre spruzzato di mazzi di rose, di praterie di trifoglio e di inarrivabili pizzi rustici in puro cotone color latte nella maison Valentino che, grazie alla coppia di stilisti che la dirigono, sta vivendo un momento d’oro. «Nel 2011 abbiamo prodotto nell’atelier di Piazza Mignanelli a Roma 160 abiti d’alta moda - raccontano - e siamo tornati ai livelli anticrisi». Elogia Chiuri e Piccioli con entusiasmo l’ad di Valentino, Stefano Sassi, che guida la maison in questo passaggio societario e generazionale con calma e fermezza.

«ABBIAMO nuovi clienti, anche arrivati da maison concorrenti - dice Sassi - e abbiamo incrementato ordini e fatturato alta moda dell’80% nel 2011 sul 2010. E’una soddisfazione enorme per tutta l’azienda, grazie al forte lavoro dei nostri stilisti e delle nostre 40 persone in atelier. Per tre mesi due giovani lavoranti di 20 anni hanno fatto a un manto per una sposa araba lungo 25 metri. I risultati ci sono, e sono ben oltre i 3 milioni di euro...» conclude sorridendo il dottor Sassi. Che insieme a Maria Grazia e Pierpaolo si prende tanti complimenti alla fine di un defilè magistrale, aperto da un abito lungo con trifoglio e dalla diciassettenne sudafricana Catherine in tuxedo con mantella e reggiseno di pizzo sotto la camicetta di tulle, le pantofoline di macramè, il volto dal trucco innocente. E sembra di rivedere ma senza agiografia Maria Antoinette nell’intimità del Petit Trianon, nell’abito da ballo di taffetas chaine che si apre a corolla e nelle mises dagli strati segreti e seducenti di point d’esprit, organza e tulle ricamato. Applaudono Shala Monroque Gagosian, Valeria Golino e Clorilde di Savoia. «In questa collezione c’è il sapore del tempo e la voglia di naturalezza delle donne di oggi - dicono Maria Grazia e Pierpaolo - Per noi l’alta moda non è un esercizio, noi la vendiamo. Per questo facciamo vestiti contemporanei, preziosi e non ostentati».

C’È IL RICORDO del talento di Amy Winehouse nella collezione per la prossima estate di Gaultier che ha pettinato tutte le modelle (compresi gli immancabili due travestiti) coi capelli della rockstar scomparsa troppo presto, con lo chignon nero e il ciuffone bianco ma anche con parrucche arancio, fuxia, grigie, viola e bluette. Occhi con la virgola netta dell’eye liner, zeppe grafiche ai piedi, byker di pelle come mantelle da sera e smoking bolero per JPG che ha fatto cantare con voce e mani un quartetto gospel e ha chiuso con “Rehab” e le modelle velate di nero a lutto, quasi un secondo funerale per Amy. Battono le mani Beth Ditto e l’immancabile Deneuve, una diafana Charlotte Rampling a contrasto con la bamboleggiante Dita von Teese, mischiate alle clienti milionarie multietniche. In passerella i grandi classici di Gaultier, dal trench alle giacche corsetto, fino al bustier color carne tanto stretto da far esplodere i capezzoli della modella. Turbine di eleganza anche dal libanese Elie Saab che veste tante dive di Hollywood e curiosità per il lancio della capsule “Karl” disegnata da Karl Lagerfeld in un range di prezzi da 60 a 300 euro e venduta solo on line su Net-à-porter. Non è mancata la ricerca e il riuso di materiali della Maison Martin Margiela di Renzo Rosso: con il suo “Artisanal” ecco il classico “Camicie Bianco” della maison rilavorato con ricami ottocenteschi su lino degli Alti Pirenei, il cappotto di borse di macramè che ha richiesto 82 ore di lavoro.
E da domani scendono in pista gli stilisti e le maison di AltaRoma. Aprono sabato Raffaella Curiel e Sarli mentre il sindaco Alemanno lunedì consegnerà al grandissimo Roberto Capucci la Lupa Capitolina.

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