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Speciale Motomondiale 2008

L'INTERVISTA

Stoner: "Pronto a vincere ancora"

Il campione del mondo della Ducati: "Rossi? Tra noi c’è massimo rispetto. Credo sarà una bella stagione. Anche i debuttanti sono moltomotivati"

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Casey Stoner LOSAIL (Qatar) — DUCATI-STONER il binomio da battere e per questo il pilota australiano è entrato nel novero dei personaggi che fanno notizia. Spesso giocando con le parole senza tener conto del fatto che Stoner con il suo comportamento in pista, e fuori, è sempre al di sopra delle parti. Con la giovane moglie Adriana sempre pronta a confortarlo.

Sei più emozionato quest’anno che devi difendere il titolo o lo eri l’anno scorso quando ancora non sapevi come sarebbe andata?
«La pressione nell’affrontare una nuova stagione è naturale che ci sia. Fa parte del nostro mondo. Devo ammettere che quest’anno è minore rispetto al passato grazie al mondiale vinto, l’unico obiettivo e il sogno della mia vita fin da bambino. Devo anche confessare che quest’anno non sono così sicuro di rivincere il titolo, ma prometto che farò di tutto, assieme alla Ducati, per confermare il successo della passata stagione. Sono sicuro che faremo del nostro meglio».
Ma Stoner è rabbioso come ti ha dipinto certa stampa inglese? Qual è la verità?
«Penso di essere una persona abbastanza tranquilla nei miei rapporti con gli altri. Sicuramente sono una persona riservata perché è nel mio carattere. E’ anche vero che mi arrabbio, credo come tutti, quando le cose non ‘girano’. L’anno scorso per esempio mi è successo una sola volta, durante il GP del Giappone, per la tensione del momento e anche perché avevamo un po’ perso la strada. Però mi è passata subito, anche perché i ragazzi della mia squadra ormai mi conoscono, c’è feeling, riusciamo a comprenderci l’uno con l’altro. Rabbioso no, e soprattutto non in conferenza stampa tra persone che non conosco bene e con le quali non ho grande confidenza, anche perché sta andando tutto bene, i test invernali sono stati positivi. Non ci sono i motivi per essere arrabbiati, figuriamoci ‘furiosi’!».
Chiaramente non sei più una giovane speranza, ma il campione da battere. E’ naturale che il rapporto con i colleghi cambi: a cominciare da Valentino Rossi che si trova, per la prima volta, un vero antagonista?
«I rapporti, buoni o meno che esistono tra i piloti vengono quasi sempre molto enfatizzati dall’esterno. In realtà le occasioni per frequentarci e conoscerci davvero, nel paddock, durante test o gare sono davvero poche e comunque finalizzate al lavoro che stiamo facendo. E’ chiaro che visto che siamo qui per gareggiare e cercare di vincere, esista tra noi spirito di competizione, ma al di là della battuta occasionale, che in genere nasce poi dalle domande che ti fanno in conferenza stampa o durante le interviste, tra noi piloti c’è sempre un grande rispetto. Come si vede in pista tra l’altro, dove credo che tutti noi abbiamo dimostrato con le belle gare e i bei duelli dell’anno scorso…».
Ma dopo la ‘sparata’ del Times hai rivisto o sentito Valentino? E, se sì, cosa vi siete detti?
«Credo che quando ci vedremo sia più importante parlare di altre cose, come quando ci incontriamo in safety commission, con gli altri membri della commissione per parlare di come si possono migliorare sempre di più gli standard di sicurezza dei vari circuiti».
Tu e Ducati siete il binomio da battere. Sei soddisfatto di come va la nuova GP8 a pochi giorni dal via?
«Sì, direi proprio di sì. La moto andava già bene, e gli ingegneri Ducati durante l’inverno hanno lavorato molto bene per migliorare i pochi punti deboli. Adesso l’erogazione della potenza ai bassi regimi è migliorata, e anche il lavoro sulla messa a punto che abbiamo fatto nei test invernali è stato molto positivo. Le gomme da gara vanno bene in qualsiasi condizione e in generale direi che il ‘pacchetto’ a mia disposizione è di nuovo molto buono».
Fra Valentino e Pedrosa (se guarirà in tempo) chi temi di più?
«Questa è una cosa che non mi stancherò mai di ripetere: non ha senso individuare uno o l’altro pilota come principale avversario… Io penso che ogni anno abbiamo tutti di nuovo tutto da dimostrare, me compreso intendiamoci, e saranno le gare a dare la risposta a questa domanda. L’anno scorso, per esempio, chi mi avrebbe messo tra gli avversari da temere di più a inizio stagione?».
Fra i giovani che sono arrivati quest’anno in MotoGp (Lorenzo, Dovizioso, De Angelis) vedi un novello Stoner che potrebbe inserirsi nella lotta al vertice?
«Vedo dei piloti veloci, agguerriti e determinati sia tra i rookies sia tra gli altri. Credo che sarà una bella stagione, combattuta».
Ducati ancora in pole nelle prove, fra le moto concorrenti puoi fare un elenco in ordine decrescente delle più temute (Yamaha, Honda, Suzuki, Kawa)?
«Noi dobbiamo pensare a noi stessi, a lavorare su quello che abbiamo cercando di migliorare sempre. Non ha senso pensare agli altri, perché tanto sono cose su cui non possiamo influire».
Pensi che in tempi brevi anche Melandri riuscirà a capire i segreti della Gp8? Vi scambiate consigli?
«Con Marco nei box parliamo della pista dove stiamo provando o delle condizioni che abbiamo trovato in quel momento, insomma della situazione contingente. Non ho consigli da dargli, nel senso che lui è un pilota forte, esperto e veloce e che la strada la troverà da solo, secondo quelle che sono le sue esigenze e il suo stile di guida».
Bridgestone, Michelin, non temi che la casa francese abbia fatto sforzi enormi dopo la cocente sconfitta e che si presenti al via con una gomma rivoluzionaria?
«Certamente avranno lavorato tantissimo, ma anche la Bridgestone lo ha fatto e continuerà a farlo durante la stagione. Io sono contento del materiale che ho a disposizione».
Un messaggio, per il prossimo campionato, ai tifosi italiani che ti hanno ormai adottato come loro leader?
«Tanti mi chiedono, anche nelle lettere che ricevo, se sono cambiato dopo aver vinto il titolo. La risposta è no, sono sempre la stessa persona, e spero di darvi ancora delle belle emozioni da vivere e dei bei risultati insieme alla mia squadra».

di Pietro Campani










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