La novità assoluta è il padiglione 33 dove è stato ricavato l’Innovation Cube: il nuovo format della rassegna che illustra come si pensano, si studiano e si testano i componenti e le auto del futuro
Bologna, 11 dicembre 2008 - Nei padiglioni del Motor Show sono esposte numerose ‘concept car’: le auto di domani. Ma la novità assoluta è il padiglione 33 dove è stato ricavato l’Innovation Cube: il nuovo format della rassegna che illustra come si pensano, si studiano e si testano i componenti e le auto del futuro. Ogni ora, nel padiglione le luci si abbassano e inizia la proiezione dei progressi della tecnologia, grazie al contributo di importanti case e componentisti (come la Magneti Marelli), e scorrono anche le immagini di foto e ricostruzioni in computer graphics.
In venti minuti lo spettatore vede novanta messaggi espressi con un linguaggio semplice, frutto non solo delle case costruttrici, ma anche dei centri di ricerca come Cnr ed Enea, con l’apporto di molte università. Così gli atenei emiliano-romagnoli espongono un prototipo Ducati.
"Le tecnologie applicate all’auto - spiega Fabio Orecchini, docente di Sistemi energeti alla ‘Sapienza’ di Roma - sono raffinate e numerose anche se nella maggior parte dei casi non si vedono, è difficile intuire il loro funzionamento dall’esterno. Per questo abbiamo creato Innovation Cube : un percorso al centro dell’auto per far emergere tutti i segreti".
Ma il viaggio nel Cube non si ferma qui. La Marelli, ad esempio, espone il prototipo di un quadro strumenti riconfigurabile per un’interfaccia migliore uomo-macchina, ma anche il sistema Kers per il recupero dell’energia prodotta dall’azione frenante, o il navigatore con gli strumenti variabili nella forma secondo le esigenze del guidatore.
Colpisce lo studio di una vettura elettrica con le ruote che possono muoversi indipendentemente l’una dall’altra in tutte le posizioni. Così è possibile parcheggiare infilando la vettura lateralmente con un leggero tocco sui comandi del volante.
L’esercizio di stile della Mazda, la Kiyora (che in giapponese significa ‘puro e pulito’), un prototipo che forse non vedrà mai la luce, raccoglie l’acqua piovana e la rende potabile. Il Cube è stato scelto dalla Mercedes per un’iniziativa in cui i visitatori votano il più meritevole di 6 progetti legati alla mobilità sostenibile. Quello vincitore verrà realizzato nel 2009.