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QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE

Intervista a Giorgetto Giugiaro

Giorgetto Giugiaro nasce a Garessio( Cuneo) il 7 agosto 1938, ed è un affermato designer italiano. All'età di 17 anni viene assunto dall'ing. Dante Giacosa alla Fiat entrando a far parte del Centro Stile della casa torinese. Nel 1968 il grande passaggio all'imprenditorialità con la fondazione della Italdesign, società con l'ambizione di fornire all'industria automobilistica dei servizi completi, dalla progettazione delle nuove autovetture alle prime prove e ad un'assistenza su vari fronti. La sua fama ha valicato le frontiere nazionali, infatti dal 2002 fa parte dell'Automotive Hall of Fame e nel 1999 è stato insignito del titolo di Car Designer del Secolo, conferitogli a Las Vegas da una giuria di 120 giornalisti ed esperti internazionali
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Giorgetto Giugiaro Ci può anticipare, partendo dal salone di Ginevra 2008, quale sarà lo stile dell’auto da qui al 2020?
"Bella domanda, alla quale è più semplice del previsto rispondere. Ormai tutti i costruttori sono interessati solo a prodotti che devono fare esibizione. Non c’è più una scelta emotiva. Si guarda solo a mettere più cose possibili in queste vetture, perchè si deve vendere".
Mi sembra un poco riduttivo per uno come lei che festeggia proprio qui i quaranta anni di attività nel campo del design automobilistico. Perchè?
"Perchè è cambiato il modo di offrire il prodotto. Si guarda all’effetto finale: la vendita di più auto possibile. Se una macchina è brutta ma crea profitto state sicuri che sarà scelta dai manager della grande industria. Lo stile, spesso viene in secondo piano."
Per festeggiare i 40 anni lei ha presentato un prototipo "verde" che si chiama appunto Quaranta.
"Quaranta è un prototipo che incarna una super-sportiva ecologica a trazione integrale, la prima con sistema di propulsione ibrida con la guida e il motore sistemati in posizione centrale, che è in grado di accogliere con tutti i comfort tre persone adulte e un bambino. Particolare attenzione è stata riservata all'aerodinamica ispirata direttamente alle ultime ricerche in F1 da cui derivano le appendici posteriori che arricchiscono la forma, anche se la silhouette è a monovolume. Questa concept car non vuole essere solo un'esercizio di stile per stupire il pubblico dei saloni ma intende esprimere il potenziale dell'azienda sia nella progettazione di tutte le parti di un autoveicolo, dal telaio, alla meccanica, alla carrozzeria, sia nella capacità di sfruttare i più moderni sistemi di trazione ecologici, mantenendo inalterato il proprio stile di guida".
Ancora una volta Giugiaro ha anticipato quella che sarà la motorizzazione del futuro legando il made in Italy con nuove tecnologie?
"L'innovazione tecnologica della Quaranta è rappresentata dalla ricerca svolta sulle performance sportive estreme, applicando alla tecnologia "Toyota Hybrid Synergy Drive" un impianto di alimentazione a energia solare inserito nella struttura del veicolo".
Siamo lontani anni luce dalla prima Panda presentata nel febbraio 1980 con il "gusto dell’essenziale?
"La Panda come è nata anni fa, oggi non avrebbe ragione di esistere. Oggi tutti vogliono tutto, anche quello che non è necessario perchè importante, come detto è stupire. Le auto devono essere espressione di grande esibizione. Ma questo non è solo una richiesta della clientela ma un tema dell’industria perche si guadagna sulle vetture ricche di contenuti. "                                                                                                                                                 Mi meraviglio che uno come Giugiaro, padre di tanti modelli di successo non abbia nel cassetto un modello innovativo in tema di auto per tutti.
"Guardi che noi il modello di riferimento lo abbiamo nel cassetto da oltre tre anni. E’ una vettura lunga solamente 3,0 metri che ha un abitabilità di una Golf, di una Bravo e di molte monovolumi più grandi. E’ un modello essenziale che viene scartato perchè sconvolgerebbe la categoria. Noi come designer pensiamo in modo intelligente agli spazi, tralasciando quello che riteniamo suprefluo in una vettura. Ma questo spaventa i manager che preferiscono non rischiare. "
Ma anche adesso che sta per arrivare la Nano, vettura low cost, non vede cambiamenti di indirizzo? E come giudica lei questo arrivo?
"Aspettiamo un attimo perchè dobbiamo capire se questa vetturetta sarà in grado di superare i criteri di omologazione che esistono in quasi tutto il mondo all’infuori di India e altri paesi orientali. La Nano è nata per i peasi dove esistono problemi di circolazione , dove ci sono famiglie intere che viaggiano su una motoretta. E’ stato detto: perchè continuare a mandarli su due ruote, diamogli una piccola vettura per muoversi meglio. Aspettiamo i test di omologazione e poi potremo dare un giudizio più preciso. "
Ma esiste ancora lo stile italiano?
"Certamente sì anche se dobbiamo mettere un poco di distinguo sul made in Italy. Lo stile italiano esiste perchè oggi i carrozzieri e i designer in giro per il mondo (Da Silva al gruppo Audi-Vw, Chris Bangle al gruppo Bmw ndr) sono usciti dai nostri atelier. Non vorrei essere troppo insistente, ma oggi il made in Italy viene soppiantato dalla ricerca di fare vetture cariche di optional pur di vendere "

Piero Campani

 









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