Andrea Badolati, nato a Roma nel 1968, laureato in economia alla Luiss dall’agosto 2007 è amministratore delegato di Chrysler Italia.
Dopo la laurea ha iniziarto nel 1993 a lavorare al centro studi Marketing della BNL, per poi passare alla Ford Italia dove è rimasto, con vari incarichi, fino al 1999 come brand manager di Ka, Fiesta e Puma.
Nel dicembre '99 approda alla Ford Europe come brand manager per i prodotti futuri della classe B.
Lascia successivamente la Ford per entrare in Chrysler dove nel 2001 assume la carica di direttore marketing dei marchi Chrysler e Jeep, passando dopo breve tempo al carica di direttore generale divisione ChryslerGroup Nel giugno 2004, quando ancora la casa americana era sotto la direzione Mercedes assume la carica di direttore vendite divisione Chrysler Group (Chrysler, Jeep, Dodge) fino alla costituzione,. dopo il divorzio da Damler, della nuova società Chrysler Itala come amministratore delegato.
L’auto americana ha ragione ancora di esistere in un mercato che punta alle piccole, ma superaccessoriate auto?
“Noi siamo sicuri di sì, nonostante i segnali inquietanti di questo inizio anno. Ci confortano i dati del 2007 dove siamo cresciuti del 23%, grazie alle novità di prodotto. La Dodge Nitro, per esempio è sull’ordine di 400 pezzi al mese.”
Come si spiega questo trend all’interno della Chrysler Italia?
"Perchè la Chrysler si è specializzata nel mercato dei Suv e delle piccole fuoristrada come Jeep. Insomma sono marchi di nicchia che trovano spazio in chi si vuol distinguere senza entrare in competizione con chi ama viaggiare con Audi, Bmw etc. I nostri prodotti presentano versatilità e spazio. E’ vero che spesso abbiamo anche concorrenza interna, ma il nostro cliente riesce sempre a distinguersi fra i vari prodotti. E’ la nostra forza. "
Eppure in questo momento, in Italia c’è la caccia al proprietario di Suv. Non crede che possa, a lungo, riflettersi in fatto di vendite?
"Attualmente no, anche perchè il segmento è in crescita. E poi diciamoci la verità, il giudizio negativo sui Suv dipende molto da chi lo utilizza. Parcheggiare in modo sbagliato, oppure utilizzare il veicolo in modo presuntuoso può ingenerare questo tipo di giudizio. Ma se analizziamo i Suv vediamo che sono veicoli molto versatili che servono a tutte le esigenze di una famiglia. Sarà bene cercare di educare chi lo utilizza. "
Si parla tanto di crisi Cerberus, il fondo che ha rilevato la Chrysler dalla Daimler?
"Chrysler sta lavorando intensamente per il futuro. Basta considerare l’accordo che ha fatto con Nissan per i mercati emergenti. Se poi analizziamo la situazione economico-finanziaria, essere alla dipendenze di un fondo, a mio avviso, dà più forza e sicurezza perché siamo sganciati dalle problematiche della borsa. Partendo da questo concetto vogliamo far crescere Chrysler Italia. "
Anche perchè avete il vantaggio di un dollaro debole che può facilitare il prezzo finale, molto più concorrenziale.
"Il vantaggio è solo a livello finanziario perchè in termini di prezzi finali siamo allineati alla concorrenza con il solo lato positivo di offrire mezzi superaccessoriati. Proprio per questo prevediamo una crescita per il 2008, grazie all’arrivo dei nuovi modelli come il Grand Voyager, di un buon tre per cento. "
Visto che Mercedes ha mantenuto 19,9% delle azioni, continuerà Chrysler ad avere tecnologia tedesca?
"Assolutamente si. La Chrysler disporrà ancora per lungo tempo della tecnologia tedesca. E ben sapere che già adesso c'è un accordo di tre anni per la logistica e di altri 5 per la gestione dei ricambi. E poi che i rapporti siano stretti arriva dal fatto che la filiale italiana non ha cambiato sede, rimanendo nell’ambito degli spazi Mercedes. "
Quindi non è cambiato molto?
"Per il consumatore tutto è rimasto com’era con i nostri 52 concessionari per tutta l’italia. Quindi stessa rete di vendita, stessa struttura, stessa assistenza. I marchi Chrysler, Jeep e Dodge non cambiano e, anzi, hanno cominciato ad allargare l’orizzonte Insomma non vogliamo rimanere fermi neanche per un minuto".
Traducendo il tutto in prodotti?
Dalla fine del 2007 Jeep offre sette differenti SUV, diventando il marchio con la più vasta gamma di off-road al mondo. Con il 2008, Dodge disporrà di una gamma di cinque prodotti. I nostri partner commerciali hanno fiducia in noi e nuovi imprenditori si stanno avvicinando ai nostri marchi»
Piero Campani