Lei è arrivato in uno dei momenti più difficili per l'Aci? Serve una rivoluzione ?
"No, serve però discontinuità, per riportare l’Aci al ruolo suo proprio istituzionale e di libera associazione. Questo ci consentirà di rispondere meglio alle attese dei nostri soci e di tutti gli automobilisti italiani, che dobbiamo difendere e rappresentare. "
L’Aci può essere considerata una sorta di «sindacato» a difesa degli automobilisti?
"Sindacato è una definizione impropria: l’Aci ha caratteristiche diverse. E’ un’associazione che presta servizi ad oltre un milione di soci, riveste inoltre un ruolo istituzionale d’interlocutore del mondo politico e amministrativo sui temi, decisivi, della mobilità."
Guardando all'estero, gli automobile club partecipano molto di più alla vita «sociale» del settore come enti super partes. E in Italia?
"Non abbiamo mai fatto una difesa corporativa degli automobilisti, ma abbiamo sempre avuto come punto di riferimento la necessità di saper conciliare gli interessi dei singoli con quelli della collettività. In questo senso siamo stati sempre “super partes”e soprattutto fautori di una mobilità veramente sostenibile. Il nostro Manifesto 2008 è emblematico. "
Recentemente Lei ha preso posizione sugli incidenti ai pedoni proponendo 30 all'ora in città. Non pensa di dover allargare la problematica alla carenza di infrastrutture senza colpevolizzare solo gli automobilisti?
"Tutti gli utenti della strada hanno diritti ma anche doveri. Questo vale anche per i pedoni. Di fronte a quanto sta avvenendo e all’impressionante numero di vittime, noi abbiamo richiesto di rivedere le norme che riguardano i pedoni. Dando loro la precedenza fin dal momento in cui si accingono ad attraversare sulle strisce e rendendo più visibili gli attraversamenti. Oggi, su molte strade ce ne sono troppi e sono mal segnalati: meglio averne magari di meno ma più sicuri. Quanto alla velocità, ho solo fatto presente che se colpito da un’auto a 50 all’ora, un pedone ha solo il 50 per cento di possibilità di sopravvivere. "
Da un presidente dell'Aci ci aspettavamo che parlasse anche del gap infrastrutturale e del mancato adeguamento ai paesi esteri in fatto di segnaletica...
"Lo abbiamo fatto. Nel “Manifesto degli Automobilisti 2008” abbiamo chiesto investimenti per la messa in sicurezza dei punti neri della rete stradale, la costruzione di nuove infrastrutture, la revisione complessiva della segnaletica su tutta la rete stradale ordinaria. La segnaletica di oggi non indica ma confonde. "
Cosa pensa del fatto che invece di educare gli automobilisti (vedi assenza di controlli con pattuglie) si pensa solo a far cassa con le contravvenzioni tramite autovelox?
"Tutto il male possibile. Lo scopo delle sanzioni deve essere educativo e preventivo. Invece molti Comuni se ne servono per fare cassa. Inoltre il Codice della Strada prescrive che una parte del ricavato sia destinato a rendere più sicura e scorrevole la circolazione stradale, ma non prevede sanzioni per i Comuni inadempienti. Noi chiediamo invece che i Comuni che non rispettano questa norma siano penalizzati direttamente, con sanzioni, o indirettamente, con minor trasferimenti di risorse."
E del fatto che abbiamo il costo dei carburanti più cari d'Europa? Così per le autostrade, che devono ancora sopperire al gap infrastrutturale rispetto al costo del pedaggio?
"Sono difetti antichi del nostro sistema di mobilità. Noi pensiamo che lo Stato non debba lucrare sugli aumenti del petrolio. Chiediamo che l’adeguamento delle accise, che agiscono sull’Iva, sia automatico. Quanto ai pedaggi è necessario che una consistente parte degli introiti delle società autostradali sia investita per il miglioramento della rete."
Ci è sembrato, il suo, un nuovo corso Aci troppo governativo. E così? E cosa si aspetta dal nuovo governo? E della società di Aci con Mondadori?
"Qualsiasi Governo deve confrontarsi, a prescindere dalla maggioranza politica che lo sostiene. Per questo, prima delle elezioni, abbiamo inviato il nostro Manifesto a tutti i candidati premier e ne abbiamo valutato le reazioni, tutte molto positive. Adesso che gli elettori si sono espressi, noi ci confronteremo con chi ha vinto senza alcun pregiudizio. Per quanto riguarda Mondadori si tratta di un’iniziativa editoriale che risale a diversi anni fa e che non riguarda il complesso della comunicazione dell’Aci ma solo alcune riviste specializzate di automobilismo”.
Piero Campani
Si affida al potente motore 2.0 TFSI 4 cilindri in grado di erogare 272 cv e una coppia di 350 Nm. Il propulsore è abbinato alla trazione integrale permanente quattro. Possibilità di scelta tra cambio manuale e quello S tronic. Per la versione Coupè i prezzi partono da 46.900 euro, mentre la TTS Roadster è disponibile a 50.050 euro con cambio manuale a sei marce e 52.350 euro con cambio S tronic. In vendita da maggio.