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QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE

Intervista a Mario Sacchiero, amministratore delegato Subaru

Dopo varie esperienze nel mondo dell’auto Mario Sacchiero arriva in Subaru come direttore vendite nel 1986, praticamente alla costituzione della sede italiana della casa giapponese. Nato a Padova nel '47 è sposato con 4 figli, due maschi e due femmine. Dopo gli studi con indirizzo tecnico e laurea in scienze industriali Sacchiero negli anni ’70 inzia la propria esperienza nel mondo del lavoro nella filiale della Leyland-Innocenti. Nel 1976 approda alla General Motors dove rimane fino al 1982, per passare amminstratore delegato di una grossa concessionaria di vendita. Sacchiero nel 1986 entra in Subaru Italia come direttore vendite e servizio; nel 1988 viene nominato amministratore delegato, carica che ricopre ancora oggi.


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Anche Subaru, casa dall’immagine da prestazioni sportive e della trazione integrale si è dovuta convertire al diesel?
"I nostri ingegneri hanno lavorato per bei sei anni prima di lanciare la nostra motorizzazione a gasolio. Se abbiamo tardato è perché volevamo mantenere il nostro concetto di motore Boxer anche nel diesel. Siamo partiti con un sei cilindri per arrivare allla versione definitiva con un 4 cilindri super quadro. Oggi è l’unico motore diesel a cilindri contrapposti in commercio."
Ritiene giusto aver aspettato tanto perdendo il momento magico della grande escalation del diesel?
"Sicuramente perchè Subaru voleva mantenere la propria immagine di auto di nicchia che può vantare un motore silenzioso e senza vibrazioni tipico della struttura Boxer e allo sstesso tempo avere una vettura dal baricentro basso e della trazione integrale per una ottima tenuta di strada. "
Dopo General Motor in Subaru è arrivata Toyota, che recentemente ha aumentato l’investimento. Pericoli di vedersi scippare qualche perla tecnologica?
"Per niente. Intanto Subaru realizzerà la nuova vettura sportiva di Toyota. Questo significa avere la possibilità di scambiare tecnologia fra due grandi case. Noi forniremo a Toyota, con molta probabilità questo nuovo motore diesel boxer. Allo stesso tempo Subaru avrà la possibilità di accedere alla tecnologia ibryda dove Toyota è ormai leader. Con General Motor era stata impostata solo una strategia per raggiungere la massima economia di scala sugli acquisti di gruppo, senza scambi tecnologici."
Sicuro che non ci sia altro dietro all’interessamento di Toyota?
"Forse lei si sta riferendo alla nostra vettura elettrica presentata recentemente a Ginevra. Effettivamente Subaru è molto avanti in questa direzione. Le nostre vetture elettriche sono già in circolazione (in via sperimentale) in Svizzera. I nostri funzionari le utilizzano tutti giorni senza alcun problema. Una vettura con batterie agli ioni di litio ha un autonomia di ben 200 chilometri per ricarica."
Torniamo al diesel. Subaru è stata una delle prime case a fornire di serie l’impianto a Gpl. Non temete di perdere clienti con l’arrivo del motore a gasolio?
"C’è lo siamo chiesto. Ma dalle nostre indagini crediamo che la motorizzazione diesel servirà come terreno di conquista. I clienti del Gpl (oggi interno al 90% delle vendite) sono quelli che sono arrivati a Subaru perchè abbiamo l’alimentazione a gas. Crediamo che questi clienti non torneranno indietro. Pensiamo di poter offrire qualcosa di diverso ai "dieselisti" puri."
Quindi allargare il concetto tipico della clientela Subaru?
"La nostra strategia di marketing è quella di rimanere una casa che lavora in una nicchia. Con la nuova motorizzazione diesel boxer intendiamo allargare le vendite rimanendo ancorata all’interno di questa nicchia: Solo così possiamo offrire un prodotto di alta tecnologia con prezzi alla portata di tutti. Una vettura per chi vuole distinguersi."
Non teme l’arrivo di tutti questi nuovi Crossover che possono andare ad intaccare la vostra immagine?
"Rispondo con un riflessione che dovrebbero fare tutti i clienti che vogliono comprare una vettura a trazione integrale. I nostri modelli sono stati concepiti fin dal primo tratto sul foglio bianco come vetture a trazione 4x4, non sono stati adattati in una fase successiva. Tutti i crossover che sono o stanno arrivando adesso sul mercato offrono come optional anche la trazione permanente. E’ questa una grande differenza di un concetto che ha permesso a Subaru di diventare un punto di riferimento come modelli 4x4."
Cosa si aspetta dal mercato italiano da questa nuova motorizzazione che andrà, piano piano a equipaggiare tutti i modelli?
"Se penso che le noste Legacy fornite alla Polizia Stradale dopo 300.000 km sono state risprinate e non rottamate, mi aspetto molto. Una conferma arrivata dal Minsitero della qualità dei nostri prodotti. In questo momento abbiamo solo problemi di numeri. La fabbrica non riesce a stare dietro alle richieste del mercato e non potremo fare di più solo per mancanza di prodotto. Ci sono i mercati emergenti come la Russia che "tirano". Noi stiamo facendo di tutto per riuscire a rispettare gli obiettivi che abbiamo concordato con i nostri concessionari."

 









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