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QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE

Intervista a Lamberto Tacoli, presidente e a.d. di Costruzioni e Riparazioni Navali (CRN)

Lamberto Tacoli, 43 anni, bolognese, è presidente e AD di Costruzioni e Riparazioni Navali (CRN spa) dove approda nel 2001. Ha iniziato nella nautica alla Siar Moschini di Fano dove nel 1989 assume la carica di direttore commerciale. Nel 1996, insieme a Norberto Ferretti ed altri imprenditori marchigiani fonda Custom Line Spa, azienda specializzata nella costruzione di yacht superiori a 30 metri, diventandone socio e responsabile commerciale. Sposato, tre figlie Tacoli è anche azionista diretto di Ferretti Spa e vicepresidente di Assindustria Ancona


 

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Lamberto Tacoli, presidente e a.d. di CRN Da più parti si parla di un’Italia in crisi, non è cosi per il settore degli yacht di lusso. Fra questi anche il gruppo CRN. Qual è il segreto?
"Quando siamo arrivati ad Ancona, nel 2000, l’azienda non era strutturata, con pochi dipendenti ed anche il lavoro non organizzato. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo creato un gruppo di lavoro affiatato che cerca di pianificare come una grande industria ma continua a lavorare con le caratteristiche artigiane. L’arma vincente in questo settore è la personalizzazione. I clienti pretendono yacht a loro immagine e somiglianza e noi siamo tra i pochi in grado di modificare ogni cosa: dalle linee esterne, all’attrezzatura di bordo, dai materiali utilizzati alla disposizione interna degli spazi".
Quanto costa un gioiello del mare che esce dai vostri cantieri?
"Non esiste un prezzo uguale per tutti. Qui non si fanno modelli in serie e il prezzo finale dipende non solo dalle dimensioni dello yacht, che può arrivare anche a 85 metri ma, appunto, dalla sua personalizzazione. Comunque posso dire che per un 40 metri standard si parte da 20-22 milioni di euro. Optional esclusi".
Quali i segreti del vostro lavoro artigianale?
"Le nostre imbarcazioni sono un concentrato di tecnologia, ma allo stesso tempo la cura del particolare è ancora quella di una volta con gli arredi fatti tutti su misura. Da noi ci sono battitori di lamiera, maestri d’ascia ed ebanisti. Qualche anno fa abbiamo acquistato la Zago, un’azienda veneziana specializzata nell’arredamento navale. Quasi la metà della lavorazione è realizzata tutta internamente mentre alcuni nostri concorrenti arrivano a utilizzare anche il 90% di lavorazione esterna al cantiere".
Le richieste più particolari della clientela per una "barca su misura"?
"Non c’è limite alla fantasia. A voler proprio individuare una tendenza comune si può dire che oggi le richieste più diffuse riguardano le vetrate che devono essere ampie, l’elipista, un’area fitness e le terrazzine armatoriali sul mare. E per soddisfare l’esigenza di avere il contatto diretto con l’acqua a bordo di yacht di 60 - 80 metri abbiamo ideato grandi portelloni ribaltabili, capaci di ricreare un "effetto spiaggia" anche in mezzo al mare".
Una delle realizzazioni più significative di CRN?
"Maraya (nella foto in alto ndr), 54 metri, è un bell’esempio di sinergia tra l’armatore e il cantiere; abbiamo fatto nostre le molteplici richieste del cliente traducendole in un progetto di alto profilo, sia dal punto di vista tecnologico, che del design. E’ nata così una imbarcazione dallo stile moderno e lussuoso, arricchita, tra le altre cose, di un innovativo sistema di illuminazione basato esclusivamente su fibre ottiche e led. Su Maraya, la suite armatoriale ha un terrazzino costruito come una vera e propria piattaforma a picco sul mare. In più, il ponte sole è attrezzato per l’atterraggio di un elicottero e, avendo il committente dei figli piccoli, abbiamo allestito una children room affacciata sul mare nella zona di poppa del ponte inferiore".
Insomma, ci sono sempre più persone al mondo che non badano a spese...
"Dove c’è una domanda, si crea un mercato. E il mercato dei superyacht sta vivendo un vero e proprio boom perché, anche se gli Stati Uniti rappresentano momentaneamente un mercato difficile a causa del cambio euro/dollaro sfavorevole, esistono comunque paesi di consolidata ricchezza, come nel Medio Oriente, ed altri che si stanno sviluppando con livelli di crescita e di ricchezza tali da consentire l’acquisto di beni di extra lusso: Russia, Cina ed India i principali".
Avere un superyacht significa anche per queste nazioni emergenti entrare nel club ristretto dei super ricchi?
"Il Megayacht è indubbiamente uno status symbol, possederlo significa prima di tutto dare visibilità all’appartenenza ad una èlite. Ma al tempo stesso è anche un bene e un valore che possono apprezzare, in maniera esclusiva, quanti comunque amano il mare. Tuttavia è tanta la voglia di entrare in possesso di un superyacth che c’è chi non vuole attendere quattro o cinque anni, il tempo di evasione dell’ordine. E allora compera l’ordine già in lavorazione sul mercato pagando ovviamente la differenza".
Le prospettive per CRN?

"Ottime. Il nostro book degli ordini è esaurito fino al 2013 per le imbarcazioni in acciaio e fino al 2011 per quelle in materiale composito. Del resto, dal punto di vista della qualità, CRN oggi non ha nulla da invidiare a nomi storici del settore. La qualità ci permette di battere spesso la concorrenza, nonostante i nostri yacht costino a volte qualcosa in più. Ma chi è pronto a spendere dai 40 milioni di euro in su, non mette, per sua fortuna, al primo posto il risparmio. Basti pensare che sull'ultimo megayacht varato, il Romance, un 57 metri, l'armatrice ha voluto persino un caminetto!".


 

Achille Perego










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