Laureato in economia aziendale alla Bocconi, dal 1992 ha ricoperto vari incarichi presso Renault per passare nel ’98 alla Toyota. Nel 2002 entra in Fiat per il marketing Lancia per diventare poi responsabile del marchio (’04). Nello stesso anno diventa responsabile delFiat. Nel 2007 è ad di Abarth e anche responsabile marketing di tutti i cinque brand automobilistici del gruppo (Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Lancia ed in più Maserati) oltre ai settori non automobilistici: Case New Holland, Irisbus e Iveco. Dal dicembre 2007 ricopre anche la carica di ad di Alfa Romeo
Baciato dalla fortuna. E' appena uscita la MiTo e arriva l'accordo di Fiat con Bmw. Come sarà la nuova Alfa? Parlerà anche il tedesco?
"Come correte! Per adesso siamo ad una lettera di intenti e fino a quando la società non ci darà direttive precise non possiamo fare alcuna previsione di come si svilupperà la collaborazione fra il gruppo Fiat e la Bmw. Per Alfa intanto andiamo avanti con i nostri programmi che sono già abbastanza sostanziosi e impegnativi. Dopo MiTo sta per arrivare 149, una vera Alfa".
In attesa che la nebbia fra Torino e Monaco si diradi, il verbo sembra essere la sempre maggiore sinergia fra i marchi del gruppo a cominciare dal marketing?
"E’ il centro di quello a cui sta mirando l’azienda. Per un'evoluzione completa del gruppo abbiamo creato un meccanismo di una sempre maggiore integrazione trasversale tra settori guida come il marketing, l’ingegneria e gli acquisti. L'obiettivo? Abbattere i costi ma allo stesso tempo un importante contenitore per permettere ai vari brand di recepire in diretta gli elementi positivi emersi dalle esperienze di gruppo".
Quindi un contenitore da cui tutti possono attingere e allo stesso tempo offrire esperienze?
"In un certo senso si. Noi abbiamo analizzato la questione Fiat dove è stato fatto un ottimo lavoro e i risultati ci stanno dando ragione. Quindi abbiamo ritenuto giusto che i vari gruppi di lavoro si potessero interfacciare in modo che le idee vincenti siano a conoscenza di tutti. In questo ambito rientra l'incarico di responsabile del marketing".
Ma se un anno fa c'è stata una divisione che sembra rientrata?
"Ad una analisi superficiale può sembrare così, ma in effetti è l'opposto perchè dal contenitore comune i rispettivi gruppi di lavoro attingono quello che ritengono opportuno. Poi per quanto riguarda il marketing con l'amministratore delegato del marchio organizzeremo le nostre strategie per raggiungere gli obiettivi prefissati".
Renault, Toyota e una carriera velocissima in Fiat. A cosa è dovuto ?
"Anche a un pò di fortuna, ma soprattutto sto molto attento alle idee e ai concetti portati avanti dalla concorrenza per poi eventualmente trasferirli nella nostra azienda. Per esempio il marketing di Mini ha fatto scuola in questi anni. Ha aperto un nuovo approccio alla comunicazione, mentre Toyota, ad oggi rimane un punto di riferimento perché ha sempre guardato a strategie a lungo termine. Allo stesso tempo ha lavorato bene sulla qualità del prodotto valorizzando allo stesso tempo le risorse umane di cui disponeva".
Veniamo ai brand di cui è responsabile: Abarth e Alfa Romeo. Cominciamo da Abarth...
"La 500 Abarth, in vendita dal 19 luglio, era il tassello che mancava per completare il puzzle della rinata Abarth: la 500 è la degna erede del modello Fiat che più di ogni altro ha contribuito a creare il mito dello Scorpione. Sono convinto che sarà il modello per consacrare la rivoluzione impostata per Abarth. D'altra parte gli 85 concessionari in tutta Europa hanno già concluso la bellezza di 1.500 ordini in due mesi. Non dimentichiamo che la 500 Abarth garantisce ai dealer una redditività almeno doppia rispetto a una "normale" vettura di segmento B".
Passiamo ad Alfa, con MiTo che va ad attaccare il regno di Mini, Peugeot 207, Opel Corsa Gtc. Qual'è il segreto di questa simpatica vettura?
"A parte le motorizzazioni di cui tutti ci riconoscono la validità, il segreto sta nello stile. E la sua fonte ispiratrice è la 8C Competizione con cui abbiamo tirato fuori dal cassetto l’autentico spirito Alfa che rappresenta oggi il nostro meglio. E’ la concreta dimostrazione di dove può arrivare questo marchio, la cui tradizione è unica e invidiata nel mondo. Una supercar che ci ha fatto rivivere il vero mito dopo quarant’anni e che la nuova MiTo ripropone in dimensioni ridotte: è la compatta più sportiva di sempre, a cui abbiamo dedicato tuttavia la stessa cura e tutte le attenzioni della fantastica 8C".
C’è una cosa di cui andar orgoglioso per il lancio della MiTo?
"L’aver pensato questa sportivissima auto tenendo presente dei neopatentati. Abbiamo realizzato una versione depotenziata da 78 cv, con un rapporto peso-potenza ottimale studiato per consentire di guidarla anche quando nel 2009 entreranno in vigore le nuove norme. Non una versione “minore”, però, visto che avrà anche il Blue&Me Nav con cui si risparmia sull’assicurazione e di serie il meglio dei sistemi di sicurezza".
Piero Campani
Bmw per presentare la nuova Serie 7 ha scelto Piazza Rossa di Mosca. Con il motto “Never stand still”, il gruppo tedesco ha fatto erigere una clessidra alta quasi 12 metri nello scenario storico della Cattedrale di San Basilio e del Cremlino.