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QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE

Otto domande a Markus Schrick, ad Toyota Italia

Markus Schrick,48 anni sposato, una figlia, ha iniziato a lavorare nel 1988 in Ford Europe alla sede inglese dellacasa americana, nel settore controllo sviluppo prodotto. E’ passato nel 1992 in Audi . Dalla Germania è arrivato in Italia nel ’94 fino al ’97 all’Autogerma come direttore finanziario. Dall’Italia è tornato per altri 5 anni in Germania con Audi come direttore per mercati Asia e Pacifico. Nel maggio 2003 ha iniziato l’esperienza con Toyota un Germania. Dal 2003 a aprile 2008 per ben quattro anni è stato vice presidente e amministratore delegato della filiale tedesca della Casa giapponese prima di rientrare in Italia come ad della filiale Toyota 

 

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Markus Schrick Dopo anni e anni di crescita anche Toyota, in Italia, nel 2008 ha segnato il passo? Come lo spiega?
"Effettivamente non ci aspettavamo una crisi così profonda, che potesse interessare da vicino anche il mercato italiano. Per la stagione in corso pensiamo di chiudere un poco al di sotto di 110.000 vetture che significa circa il 4.9% di quota di mercato. C’è anche da mettere sul piatto che nel 2008 abbiamo cominciato a rinnovare la gamma e quindi non potevamo essere aggressivi come negli anni passati".
Questo fa presagire che il 2009 sarà diverso e che Toyota ricomincerà a crescere?
"E’ praticamente impossibile fare pronostici per l’anno prossimo. Certamente l’arrivo della piccola iQ, la nuova Avensis e altre sorprese che abbiamo in ponte ci saranno di aiuto. Ma al di là dei numeri noi puntiamo molto alla qualità della vendita, alla soddisfazione del cliente che per Toyota è, da sempre, al primo posto".
Quindi vale il concetto: nuovi prodotti, migliori vendite?
"Il lancio di nuovi modelli è sicuramente una vera ricetta anti-crisi. Ma in momenti come questi diventa fondamentale perché regala tanta competitività in più. Siamo ottimisti quindi: nel 2009 avremo 14 novità di prodotto e questo aiuterà molto per recuperare volumi di vendita puntando soprattutto sulla qualità".
iQ, Avensis, sono queste le novità della casa giapponese per il 2009 che dovrebbero aiutare il rilancio?
"Queste due sono le più importanti. Poi avremo ben 6 lanci di nuovi modelli e ben 7 restyling di vetture già sul mercato. Dopo iQ e Avensis puntiamo sulla nuova versione della Yaris e della Aygo, per non parlare della Rav4 che ha subito un riposizionamento interessante. C’è poi quella che noi consideriamo la bandiera della politica Toyota nel mondo. L’anno prossimo lanceremo anche la nuova Prius, un modello che è stato una pietra miliare per la mobilità ecologica".
Oggi parliamo di Avensis. Crede che una vettura del segmento D possa avere ancora successo in Italia?
"Le vendite delle vetture D Premium sono andate avanti come percentuale nonostante la crisi. Dipende dal fatto che le aziende nel momento di crisi preferiscono rivolgersi al mercato delle flotte per evitare di anticipare capitali. La nostra Avensis è una vettura complemente nuova che non ha niente da invidiare alla migliore produzione del settore. Quello delle flotte è un mercato che fino ad ora la Toyota non aveva considerato, ma da oggi ci dedicheremo con molta attenzione".
Quindi per il 2009 è prevista una struttura molto più snella e orientata verso un mercato che può cambiare da un momento all’altro?
"E’ così. L’importante è avere nervi saldi e reagire molto velocemente. In questa fase conta il rapporto con la rete di vendita, servono partner (ossia i concessionari) affidabili. Loro devono pensare a vendere e noi a garantire a loro la massima profittabilità. Nel frattempo, oltre a cercare di aumentare i ricavi, stiamo anche preparando al meglio le novità per il il prossimo anno: dobbiamo essere credibili nei confronti della clientela e non è certo una cosa semplice".
Non è certamente facile in un mercato dove si vendono più gli sconti della vettura oppure esiste un’inflazione dei km 0?
"Bisogna stare molto attenti a fare sconti per evitare che il vantaggio iniziale per il cliente si trasformi in uno svantaggio. Mi spiego. E’ vero che il cliente cerca lo sconto, ma cerca anche qualcosa di più. Ossia più prodotto, più affidabilità, più qualità. Poi bisogna stare attenti al fatto che lo sconto non gli si ritorca contro azzerando il valore residuo quando vuole cambiare la macchina. Vogliamo proporre ai clienti una buona offerta dall’inizio alla fine del ciclo vitale dell’auto, quindi non ci interessa la corsa ai km 0 che alla fine distruggono il marchio e danneggiano il cliente".
Ormai il tutto gira intorno agli incentivi, basta vedere che anche Bush li ha concessi alle case americane. Ma servono veramente o drogano il mercato come i km 0?
"Dipende da come vengono fatti: occorre fare in modo che non si perda mai d’occhio il necessario mix di affidabilità e qualità. E, soprattutto che il rapporto con il cliente sia sempre eccellente perché anche a fronte di sconti molto forti l’automobilista deve avere la netta percezione che ha a che fare con una marca affidabile. Inoltre a proposito di incentivi dobbiamo riflettere sul taglio delle emissioni di Co2 a livello europeo. Noi come Toyota siamo già pronti grazie alla tecnologia ibrida e ai nuovi motori diesel. Abbiamo abbastanza fiducia sul futuro, anche se alla fine deciderà sempre il cliente quale auto e quale livello di emissione vuole comprare".

Piero Campani










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