Gabriele Del Torchio, nato nel 1951 a Varese, laureato in scienze economiche e bancarie inizia la carriera presso la Banca Commerciale Italiana. Nel 1975 entra in Sperry New Holland dove arriva ai vertici come ad e presidente. E’ stato successivamente ad e presidente di Fai Komatsu, macchinari da costruzione, amministratore delegato di Cifa un’azienda per l’impiantistica del calcestruzzo. Dal 2000, è presidente e amministratore delegato di APS,Multiutility di Padova (energia, mobilità, ambiente e telecomunicazione. Amministratore delegato di Carraro Group, dal 2003 al 2005, assume la carica di ad del Gruppo Ferretti, società leader mondiale nel settore della nautica da diporto di lusso. Dal maggio 2007 è amministratore delegato di Ducati Motor Holding
Un anno difficile che però ha visto la Ducati chiudere con un saldo attivo intorno al 10%. Questo fatto vi fa guardare con tranquillità al futuro?
"Chiaramente siamo molto contenti di come abbiamo chiuso l’anno 2008. Siamo preoccupati, ma non troppo, anche se in questo momento credo che nessuno al mondo possa fare una previsione di dove andrà il mercato. E’ necesario ricordare che alle soglie di quelli che sono stati i mesi tipici negativi, novembre e dicembre, Ducati è arrivata addirittura con un + 28%".
Molti costruttori sono arrivati al gennaio 2009 senza grandi riserve di contratti in cassaforte con stock da smaltire. Com’è il vostro approccio per la nuova stagione?
"Apriamo l’anno con molta attenzione ma non particolarmente preoccupati, almeno nella situazione attuale. Poi non possiamo sapere come andrà avanti questa crisi. Se ci sarà un crollo globale, allora non ce ne saranno per nessuno altrimenti noi puntiamo a chiudere il 2009 con gli stessi numeri del 2008, aumentando di conseguenza la quota di mercato. Confermiamo quindi tutte le indicazioni date prima dell’inizio della crisi. Il mercato calerà di un 10%, ma sono sicuro che la nostra quota crescerà".
Una produzione di nicchia, ben caratterizzata che può vantare clienti speciali in tutto il mondo. C’è qualcosa che può far cambiare questa previsione?
"Sicuramente la politica che porteranno avanti le banche. Il credito bancario è quello che può spostare alcuni fattori specialmente nel mondo delle moto di nicchia dove gli acquisti avvengono in gran parte con finanziamenti bancari. Ecco la banche centrali hanno abbassato il costo del denaro, ma non si è registrato lo stesso andamento al cliente finale. Anzi in alcuni casi gli interessi sono addirittura aumentati. E poi le banche nel settore moto stanno muovendosi con estrema attenzione".
Su quali basi può parlare di un anno difficile, ma che permetterà a Ducati di aumentare la quota di mercato.
"Torno sul concetto che il nostro marchio è un marchio di nicchia e quindi sente meno la crisi di un produttore che deve fare grandi numeri. Poi arriviamo sul mercato con tre prodotti nuovi come la Streetfighter, il Monster 696 e la 1198, modelli che il mercato sta aspettando. Considerate che la Streetfighter è stata votata come la moto più bella al recente salone di Milano. Quindi, se non ci sarà un ulteriore aggravamento della crisi, ci sentiamo sicuri di fare gli stessi numeri".
Però abbiamo un mercato come quello degli Usa in calo, quello italiano così così, dove andrete a cercare nuovi clienti?
"E’ vero che l’America è calata, ma ha sempre fatto gli stessi numeri dell’Italia, ma Germania, Francia e Inghilterra hanno tenuto. Crediamo che l’arrivo di Ducati in Cina, India (dove da poco è partito il nuovo importatore, lo stesso della Porsche), e Brasile, permetterà di recuperare i numeri che potremo perdere in Europa e negli Usa".
Alla ricerca di nuovi mercati che però stanno anche loro segnando il passo come Giappone e Cina. Non è troppo azzardato puntare in questa direzione senza rischiare di fare facili previsioni?
"Ricordo ancora che la crisi è mondiale, ma il mondo non può fermarsi perchè intorno al settore mobilità, pensiamo all’auto, ci sono tanti indotti che se bloccati porterebbero ad una catastrofe economica mondiale. Pensiamo solo alle piccole e grandi industrie che forniscono i costruttori. Questo settore dà più lavoro delle stesse fabbriche. Noi diciamo che ci sono ancora nicchie, penso alla stessa Australia che è un grande mercato per Ducati, da esplorare che ci permetteranno di fare gli stessi numeri del 2008".
Veniamo alle corse. Siete al via nella MotoGp e nella Superbike con ben 7 piloti, quattro ufficiali e tre semiufficiali. Non è un passo troppo lungo quando tutte le maggiori case stringono i cordoni?
"La Ducati non può prescindere dalle corse che servono per trasferire sulla produzione di serie le esperienze fatte in pista. Le nostra produzione di serie si basa su moto sportive che derivano dalle competizioni. E’ quello che vuole il nostro cliente. E’ uno sforzo molto importante che dobbiamo gestire cercando di contenere al massimo i costi. Siamo facilitati da due sponsor che credono nella nostra politica sportiva, che ci seguono con passione e che ci permettono di portare avanti questi programmi".
Una politica difficile con Stoner e Hayden sotto lo stesso tetto, due giovani rampanti come Canepa e Kallio con accanto l’esperto Gibernau. Tanti galli....
"Prima di tutto noi pensiamo ai nostri piloti Casey e Nicky per la MotoGp, Haga e Fabrizio per la Sbk, agli altri ci penseranno i rispettivi team. E’ vero che lo sforzo ingegneristico è enorme, ma in fondo è la nostra missione. Pensate che la Gp9 è la prima moto che si presenta al via con il telaio in carbonio. Siamo sicuri che darà i frutti che ci aspettiamo. Come è bello vedere Stoner che ancora non è salito sulla moto a seguito dell’operazione al polso dare i consigli a Hayden che sta portando avanti i primi collaudi. Da questo primo approccio ci sembra di aver messo su un team di due grandi piloti. Uno velocissimo come Stoner , l’altro un grande collaudatore che può puntare anche lui al titolo".
Piero Campani
Il plurimedagliato schermitore italiano Aldo Montano ha ricevuto a Torino le chiavi della sua Lancia Delta color Grigio Tempesta dal responsabile della Comunicazione Lancia, Maurizio Spagnulo. Montano è poi entrato nella pista prove del Mirafiori Motor Village dove ha provato anche la nuovissima Delta 1.9 TwinTurbo da 190 cv