Fiat e Chrysler
Uno stand per due
Primi effetti del matrimonio. Piattaforme comuni per le berline ma anche due piccole vetture per l'America sul pianale Panda e 500

Due cose in casa Fiat-Chrysler sono certe al salone americano che apre lunedì mattina i battenti. La prima riguarda la tanto attesa 500 elettrica che approfitta degli avanzati studi portati avanti dalla sorella americana, la seconda il prototipo del primo modello Lancia-Chrysler che sarà commercializzata nel vecchio continente con il marchio italiano mentre nel resto del mondo monterà sulla mascherina il marchio americano. E’ il primo esempio concreto di quello che potrà venir fuori dall’accordo voluto da Marchionne e suggellato dall’amministrazione Obama. D’altra parte nel settore delle grandi berline resteranno i tre pianali sviluppati dalla Chrsyler: quello della 300C (nella foto in alto) per le berline, quello per le Suv (Grand Cherokee) e quello per le monovolume (Grand Voyager).
A parte lo sbarco della 500 negli Usa entro quattro anni sulla piattaforma della Panda nasceranno due piccole per il Gruppo Chrysler. Nel settore delle auto medio-grandi, dove adesso ci sono ben otto diversi pianali utilizzati dagli americani, le base meccaniche diventeranno due, una Fiat e l’altra Chrsyler, che daranno origine a otto modelli. Discorso a parte l’inossidabile Jeep Wrangler che rimarrà a lungo sia per gli States che per l’Europa. Il salone di Detroit ha il compito di dover dimostrare che l’alleanza con Chrysler ha aperto a Fiat il mercato del Nordamerica e della rete di vendita. In futuro seguiranno sempre più progettazioni congiunte, investimenti in fabbriche produttive e nuovi modelli più attraenti a costi competitivi con tecnologia sempre più indirizzata al rispetto dell’ambiente e alla sicurezza.









