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Il futuro: elettrico o ibrido?
L'idea vincente è il risparmio

Nel primo semestre del 2011 in Italia sono state immatricolate poco più di cento auto elettriche. Fine di un sogno o solo l'inizio? Nel dubbio, Volvo lancia l'ibrida "quasi perfetta"  Dite la vostra

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Roma, 30 settembre 2011 - I guardiani dell’ancien regime automobilistico se la ridono sotto i baffi nel vedere che in Italia, nel primo semestre 2011, sono state immatricolate poco più di cento auto elettriche. Dov’è tutta questa rivoluzione ecologica, chiedono soddisfatti? Ma sbagliano, così come sbaglia chi aveva pronosticato sfracelli per le auto a batteria nel brevissimo periodo. Il mondo dell’auto non è fatto per accelerazioni improvvise: i processi sono lenti, graduali, e richiedono una transizione che rassicuri consumatori per i quali l’acquisto dell’automobile investe cifre inferiori solo al comprar casa. Ergo: l’elettrico arriverà, ma passando per l’ibrido, con motori abbinati a un propulsore termico tradizionale in grado di fornire la potenza che serve per affrontare i tratti più lunghi e anche ricaricare le batterie dell’elettrico.
 

Ma non è solo una questione di motorizzazioni: l’avvento dell’ibrido sta spingendo i grandi costruttori ad esplorare strade su cui si lavorava da anni, riuscendo finalmente a centrare obiettivi che fino a ieri sembravano proibitivi. Da questo punto di vista non c’è dubbio che una delle macchine tecnicamente più interessanti dell’anno in corso sia la nuova versione della Peugeot 3008: non solo perché per la prima volta l’elettrico è abbinato a un motore a gasolio, ma anche perché la soluzione di mettere le batterie sulle ruote consente di ottenere una trazione integrale di grandissima efficacia, con pesi tutto sommato contenuti. Assieme alla Volt-Ampera di casa Opel-Chevrolet, l’auto francese segna un balzo sul quale tutti i concorrenti stanno meditando.

 

L’altra novità dell’anno è sicuramente l’avvento dell’ibrido plug-in, con il motore elettrico ricaricabile anche con una spina di corrente: una tecnologia in uso alla Toyota, alla Volvo e, presto, a molte altre Case costruttrici. Anche qui si tratta di un bel passo avanti, dato che l’elettricità al momento costa molto meno della benzina: naturalmente stiamo prlando di una tecnologia praticabile da chi dispone di un’adeguata presa di corrente a casa o in ufficio, non potendo certo contare sulle centraline pubbliche, che sono poche e tutt’altro che capillari.

 

L’importante, alla fin fine, è dare all’automobilista molte possibilità di scelta, lasciando che sia lui a scegliere la motorizzazzione giusta: benzina, gasolio, ibrido, elettrico, metano, Gpl...Decideremo in base alla convenienza e all’ambito nel quale ci troveremo a viaggiare. E più saremo informati, più faremo scelte azzeccate per le nostre reali esigenze.

di Mauro Tedeschini

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