Da sei secoli qui vengono accolti piccoli e madri in difficoltà. Ma l’antica istituzione fiorentina sostiene i diritti dell’infanzia anche con l’innovazione dei servizi, la ricerca sociale e tante iniziative culturali
di Lucia Nencioni
Firenze, 5 dicembre 2008 - Una lunga storia dell’infanzia è passata sotto le colonne dell’Istituto degli Innocenti a Firenze. Le pietre, oltre alle opere d’arte e alle carte d’archivio, ci raccontano infinite vicende umane dei bambini, e delle loro madri e parenti, che qui hanno trovato protezione e servizi sociali. Dal Quattrocento ad oggi per gli stanzoni degli Innocenti, di ragazzini ne sono passati a migliaia. Un conto reale non è mai stato fatto ma alcune stime li valutano in almeno cinquecentomila.
Fra i chiostri e i portici, nelle sale dai lucidi pavimenti di cotto, nell’ombroso giardino interno profumato dai limoni, è trascorso il mondo, certo dolente, ma anche con sussulti di riscatto, di un’infanzia ansiosa di vita e di riconoscimento.
La storia ufficiale di una tra le più antiche istituzioni laiche, dedicate all’assistenza dell’infanzia abbandonata, inizia il 5 febbraio del 1445. Era un venerdì: e “a ore XIII, la prima fanciullina femmina” fu deposta sull’acquasantiera che costituiva il passaggio dell’accoglienza nel nuovo ospedale rinascimentale. Alla piccola fu dato nome Agata Smeralda e il registro di archivio ci dice che, nonostante le cure ricevute, non visse a lungo, portata via da uno dei tanti morbi che erano causa dell’alta mortalità infantile del tempo.
Grazie a un lascito testamentario di mille fiorini del mercante pratese Francesco Datini, l’Arte della Seta, nel 1419, aveva incaricato Filippo Brunelleschi, già chiamato alla costruzione della Cupola della Cattedrale, di costruire a Firenze un grande Ospedale per i trovatelli, intitolato a Santa Maria degli Innocenti. Il disegno dell’Ospedale fu per Brunelleschi l’occasione per fissare i principi della nuova architettura occidentale e per aprire la prima stagione rinascimentale, proprio in uno spazio dedicato ai bambini.
L’Ospedale segnò un nuovo modo di assistere l'infanzia. I fanciulli abbandonati non dovevano essere solo nutriti e accuditi ma anche educati e integrati nella società, con il sostegno di una città che, oltre i doveri di carità cristiana, si faceva carico dei suoi cittadini più sfortunati e offriva loro un luogo “bello”, all’altezza della civiltà dell’epoca. La sfida era dare un futuro dignitoso a chi, senza colpa, si trovava ad essere in “fuori gioco” appena venuto al mondo.
Considerato ben presto un modello universale, l'ente ha proseguito nei secoli l'impegno iniziale, adeguandosi alle normative per l'infanzia e la famiglia e contribuendo anche alla loro determinazione. L’Istituto degli Innocenti, erede e prosecutore dell’Ospedale, è diventato una realtà di riferimento nazionale ed europeo per la promozione della cultura dei diritti dell'infanzia.
E’ oggi un'azienda pubblica di servizi alla persona, con un proprio Consiglio di Amministrazione, nominato dalla Regione toscana, dalla Provincia e dal Comune di Firenze, che procede all’elezione di un Presidente. Realizza e sperimenta servizi educativi e sociali, gestisce un centro di studi sulla condizione minorile e promuove i diritti e la cultura dell’infanzia, in linea con gli obiettivi della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.
Ancora all'inizio degli anni '60 del secolo scorso, agli Innocenti vivevano centinaia di bambini senza famiglia ma, nel giro di un decennio, l’antico orfanotrofio, anticipò il processo di de-istituzionalizzazione, poi estesosi nel Paese, creando piccole strutture a dimensione familiare.
Nella "Casa dei bambini" i piccoli da 0 a 6 anni sono ora accolti temporaneamente per il tempo necessario a farli rientrare nel nucleo familiare di origine o in una nuova famiglia adottiva o affidataria. Nella “Casa Madri” e nella “Casa Rondini” le madri con figli possono restare fino a due anni, seguendo il percorso tracciato dai servizi sociali.
I ragazzini accolti agli Innocenti hanno storie pesanti alle spalle, di abbandono, violenza, maltrattamento e vengono soprattutto da realtà di povertà estrema e di marginalità. Sono figli di ragazze madri, di donne immigrate, di genitori con problemi di marginalità, dipendenze, carcere, disagio mentale. Ma dopo pochi giorni dal loro arrivo i piccoli riescono a ritrovare il sorriso e la serenità indispensabili alla crescita. Ed è di grande speranza vederli giocare tranquilli mentre si affidano fiduciosi alle mani esperte e alle coccole degli educatori e dei volontari.
Oltre alle strutture di accoglienza gli Innocenti gestiscono da molti anni servizi educativi per la prima infanzia.: tre asili nido e un centro per il gioco rivolto a bambini e genitori; tutti rientrano nell’offerta comunale di servizi per la prima infanzia. All’interno dell’Istituto ha sede una scuola materna comunale affacciata sul grande giardino interno attrezzato con un moderno parco giochi, dove tutti i bambini, degli asili e delle Case, si ritrovano insieme a giocare nelle belle giornate senza pioggia.
Nel territorio toscano l’Istituto sperimenta servizi innovativi per ragazzi e famiglie in collaborazione con altri enti pubblici e privati. Fra questi, nei pressi di Borgo San Lorenzo, il “Villaggio La Brocchi”, progetto d’avanguardia in Italia per l’integrazione e l’accoglienza di famiglie richiedenti asilo e rifugiati con bambini e, a Campi Bisenzio, vicino a Firenze, il centro “Canapè, uno spazio di socialità e sostegno educativo per gli adolescenti.
A questo si è aggiunta dal 2006 la Bottega dei ragazzi, la sezione didattica del Museo degli Innocenti che organizza laboratori didattici e creativi per bambini da 3 a 11 anni, incentrati soprattutto sull’esperienza diretta del patrimonio d’arte dell’Istituto e della città.
Così centinaia di ragazzini da zero a sei anni si rincorrono ogni giorno nel parco, nei saloni e tra le colonne dei cortili, che non esitano talvolta a scarabocchiare con gessetti colorati. Ma l’eco delle loro grida, dei pianti, delle risate, conferma la vitalità di un luogo carico di storia, che in seicento anni, non ha mai smesso di essere il “posto dei bambini”.
Nel tempo l'Istituto ha affiancato ai servizi le attività di documentazione e di studi sull’infanzia anche a sostegno degli enti di governo. Allo sviluppo delle attività di ricerca ha contribuito l’insediamento, nel 1987, del Centro internazionale di studi Unicef (UNICEF Irc, Innocenti Research Centre). In seguito, la Regione Toscana, con le leggi regionali 45/90, 25/94, e la legge 31/2000, ha investito gli Innocenti del ruolo di soggetto per lo sviluppo di attività di documentazione e formazione per le politiche sociali ed educative. Un ruolo consolidato e ampliato con l'affidamento all'Istituto, da parte del Governo italiano, della gestione delle attività del Centro Nazionale di Documentazione e Analisi sull'Infanzia e l'Adolescenza, istituito con la legge 451/97. Il Centro, organismo tecnico che opera per il governo nazionale, è divenuto protagonista nell'attuazione della legge 285/97 che stabilisce "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza".
Da alcuni anni gli Innocenti gestiscono anche il Segretariato delle Rete europea degli osservatori per l’infanzia ChilOnEurope, promuovono e partecipano a vari progetti europei per l’inclusione sociale dei minorenni, e gestiscono la banca dati e le attività di ricerca e cooperazione della Commissione Adozioni Internazionali (CAI).
Tra le nuove attività dell’Istituto c'è anche l’analisi del rapporto tra i media e i minorenni, oggetto di indagine perché ritenuto centrale nella formazione di bambini e giovani. L’Istituto ha già pubblicato tre rapporti Bambini e Stampa con l’analisi di ciò che i giornali italiani pubblicano sulle tematiche di infanzia e adolescenza e, in particolare, la rappresentazione delle nuove generazioni e la sua influenza su famiglie e società. In quest'ambito, per la Regione Toscana, ha varato il progetto Ragazzi e stampa che promuove nelle scuole e tra i ragazzi una lettura ragionata dell’informazione.
L’area dell’Educazione ai Media è diventata per l’Istituto territorio di sperimentazione per servizi che vanno incontro a nuovi bisogni di bambini e famiglie. Così è nato anche Trool, il progetto regionale per l’alfabetizzazione dei bambini all’uso responsabile del web 2.0, con un portale dedicato in linea dall’ ottobre scorso.
IL MUSEO
Fin dagli anni della fondazione i committenti e gli spedalinghi, vollero che la nuova istituzione fosse nobilitata da opere d’arte legate all’Ospedale. La concezione fiorentina, di una pratica che non può prescindere dalla ricerca della bellezza formale, portò a decorare gli ambienti più significativi del complesso con tavole sfavillanti di artisti come Domenico Ghirlandaio e Piero di Cosimo o le sculture di Luca e Andrea della Robbia, nelle quali si proponevano nuovi modelli di bellezza ideale e di una religiosità più vicina al sentire umano. Testimoniano questo sentimento anche le formelle in terracotta con i Putti di Andrea della Robbia, apposte sul loggiato che si apre in piazza della Santissima Annunziata.
La collezione d’arte degli Innocenti raccoglie oltre cinquanta opere, in maggior parte pittoriche, ma anche statue, come la scultura marmorea del San Giovanni Evangelista di Simone Talenti, (XIV secolo), collocata originariamente in Orsanmichele, vari affreschi seicenteschi oltre ad antichi arredi dell’Ospedale e del culto religioso, tra i quali otto antifonari del XIV e XV secolo.
Tra i capolavori rinascimentali vi sono l’Adorazione dei Magi (1488) di Domenico Ghirlandaio, la Madonna col Bambino (1450 circa) di Luca della Robbia, la Madonna in trono col Bambino e Santi, capolavoro di Piero di Cosimo, la Madonna col Bambino di Sandro Botticelli, l’Incoronazione della Vergine del Maestro della Madonna Strauss (1405 circa) e un trittico dei primi del ‘400 di Giovanni Toscani.
Alla collezione di opere d’arte si affianca l’Archivio storico dell’Istituto degli Innocenti, un patrimonio documentario di circa 13.000 unità, unico per completezza cronologica e varietà di contenuti, sistemato nelle scaffalature lignee originali del ‘700. Testimonia la vita dell’antico Ospedale e dei fanciulli accolti, a partire dalla sua edificazione fino alla metà del secolo scorso, oltre a quella dei tanti enti accorpati con gli Innocenti nel corso del tempo.
di Lucia Nencioni