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Speciale Mudi Istituto degli Innocenti

IL CONCORSO

Nuovo polo museale per gli Innocenti
"La nostra storia proiettata nel futuro"

Una gara internazionale di architettura, 44 partecipanti, 10 finalisti per espandere il percorso espositivo di questo prestigioso Istituto. "Senza dimenticare gli aspetti legati all'infanzia", dice la presidente Alessandra Maggi

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MUDI, Il museo degli Innocenti di Firenze Firenze, 6 dicembre 2008 - "Valorizzare la nostra storia guardando al futuro”. Alessandra Maggi, presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituto degli Innocenti, sintetizza così il progetto che permetterà l’espansione dell’area museale della prestigiosa istituzione fiorentina che, dal lontano Quattrocento, si occupa di infanzia e bambini. Per questo motivo all’inizio del 2008 è stato indetto un concorso internazionale, a cui hanno preso parte ben 44 gruppi e studi di progettazione, con l'obiettivo di riorganizzare e allargare il MUDI (questo l’acronimo scelto per il nuovo Museo degli Innocenti). “Alla fine sono stati selezionati 10 lavori - prosegue Maggi - e una commissione tecnica li sta valutando per scegliere il migliore, che poi sarà concretamente realizzato. Il nostro proposito è raddoppiare gli attuali spazi espositivi in modo da poter offrire al pubblico la possibilità di vedere altre opere: specialmente quelle della collezione di arte sacra e devozionale, finora rimaste in ombra”.


Per sapere il nome del vincitore sarà necessario aspettare il 13 dicembre, quando gli esperti avranno finito il loro lavoro e le loro valutazioni. “In quella data, presso l’Istituto, sarà inaugurata anche una speciale mostra per presentare tutti gli studi finalisti (l’esposizione resterà aperta fino al 30 gennaio) - spiega ancora il presidente -Sarà anche l’occasione che per mostrare, per la prima volta, una parte degli ambienti monumentali già recuperati e presentare due capolavori dell’arte recentemente restaurati: la Madonna col Bambino e santi di Piero di Cosimo e l’Incoronazione della Vergine e santi di Neri di Bicci”.


Nelle previsioni i lavori, che costeranno oltre 4 milioni e mezzo di euro (in parte finanziati dai fondi dello stesso ente e in parte sostenuti dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Firenze), dovrebbe durare circa tre anni. “Ma noi contiamo di inaugurare una prima area espositiva già nel 2010”, aggiunge ancora Alessandra Maggi, sottolineando come la raccolta di opere sia davvero molto vasta e prestigiosa. Il Museo degli Innocenti, ad esempio, annovera un’Adorazione dei magi del Ghirlandaio, una Madonna del Botticelli, numerose opere di Della Robbia e della sua bottega. Senza dimenticare che lo stesso edificio che lo ospita è stato progettato da Filippo Brunelleschi. “Ovviamente continueranno a essere privilegiati gli aspetti legati all’infanzia, perché la nostra storia è indiscutibilmente legata ad essa - continua a spiegarci il presidente - All’interno del museo è già attiva, ad esempio, la Bottega dei ragazzi, un laboratorio ludico-didattico per avvicinare i più piccoli all’arte. Finora ne hanno usufruito ben 14mila alunni delle scuole elementari e materne di Firenze, ma ci capita anche di ospitare i figli di turisti che, magari, vogliono visitare gli Uffizi senza dover sottoporre i propri bambini a un tour de force attraverso sale e corridoi. Li lasciano qui, in compagnia dei nostri educatori, così apprendono qualcosa di istruttivo divertendosi”.


L’Istituto degli Innocenti, però, non è solo un museo. E’ una struttura dove lavorano ben 200 persone, che ospita il centro nazionale di documentazione e analisi sull’infanzia e sull’adolescenza (“conduciamo studi e ricerche e curiamo pubblicazioni per conto del Ministero delle politiche sociali e della famiglia”), che gestisce quattro asili nido del centro storico (per un totale di 185 posti), che cura un centro di prima accoglienza per bambini molto piccoli sottratti a famiglie problematiche dal tribunale dei minori e due strutture per madri sole con figli. “Il complesso è monumentale - conclude Alessandra Maggi -, ma i vari aspetti di questa articolata realtà si integrano bene tra loro. Non bisogna dimenticare che nel nostro archivio non è conservata solo la storia dell’infanzia abbandonata dal 1410 fino ai giorni d'oggi, ma anche parte della storia della stessa Firenze”.

di Daniela Laganà