Secondo Baccini "il mondo dello spettacolo ha enormi responsabilità ma se ne infischia". I giovani vedono in Vasco un fratello maggiore scapestrato. "Strizza sempre l'occhio a certe tematiche, ma non le condanna mai davvero"
Roma, 13 agosto 2007 - "Vasco Rossi rappresenta quello che è il collante di cinque generazioni: la droga".
La guerra dichiarata dal governo all'uso di alcool e di droghe prima di mettersi alla guida, soprattutto tra i giovani, che consegna alla cronaca quotidianamente autentici bollettini di guerra, è a suo giudizio una fatica di Sisifo.
"Il mondo dello spettacolo ha enormi responsabilità - spiega Baccini, raggiunto telefonicamente a Caltanissetta durante una pausa della sua tournee 'Dalla parte di Caino' - ma se ne infischia. Tutto è apparenza: sballarsi è un tema che fa vendere e gran parte dei musicisti, anche i nuovi, sanno bene che facendo un certo tipo di discorso si vendono più dischi. È un pò come negli anni '70, quando tutti parlavano di politica sapendo che era quello che portava i ragazzi a comprare i dischi. Lo facevano tutti, ma solo in pochi sono sopravvissuti artisticamente. Ad un Guccini, corrispondevano centinaia di gruppacci destinati all'oblio".
Per cambiare le cose, per far sì che i giovani si allontanino dai miti di alcol e droghe, dunque, a giudizio di Baccini "servirebbe una rivoluzione culturale che portasse a penalizzare ciò che storicamente, dagli anni '70 in poi, è considerato trasgressivo: soprattutto le droghe e l'alcol". Ma per fare questo, prosegue il cantautore genovese, "serve responsabilità anche da parte del mondo dello spettacolo: gli artisti sanno che quando sono sul palco hanno grossa influenza sul pubblico, ma sanno anche che strizzando l'occhio a certi temi venderanno più dischi. È la norma". Ma non è necessario drogarsi per essere sballati, conclude Baccini: "Io sono completamente astemio e non mi sono mai drogato in vita mia. Eppure sul palco sono completamente fuori di testa. In molti mi chiedono cosa usi e ci rimangono quasi male quando rispondo: acqua tonica! Per me l'euforia e l'eccitazione sono questioni prettamente mentali, non servono stupefacenti".
Prosegue il tour estivo della cantante toscana, che sta avendo grande successo con il brano "Bruci la città" e con l'album "irenegrandi.hits", nuova antologia di 34 brani su due dischi. Il tour si concluderà il 29 settembre a Busto Arsizio (VA)