Milano, 15 settembre 2007 - John Fogerty torna con il suo Creedence sound, quel marchio di qualità che da San Francisco conquistò il mondo con i Creedence Clearwater Revival a ridosso dell’estate dell’amore in una breve ma intensissima stagione e che John non ha mai abbandonato. “Revival”, 12 canzoni essenziali (Fantasy-Universal), un mix di swamp gospel, rockabilly, country & western senza tempo condotte dalla inconfondibile voce di una generazione, centra in pieno i risultati prefissi grazie a una semplicità di cui Fogerty è maestro dagli anni sessanta.
John ha affermato, poco prima della pubblicazione del disco, che desiderava un album che si posizionasse “esattamente nel mezzo, lì dove vive il rock & roll “ e tale è “Revival”, una sorta di centro di gravità permanente che i suoi straordinari soci (Kenny Aronoff alla batteria già con John Cougar Mellencamp e Vasco Rossi, Benmont Tench dagli Heartbreakers di Tom Petty e i meno conosciuti Hunter Perrin alla seconda chitarra e Davis Santos al basso) trascinanano verso le radici di quel genere.
Fogerty, con le 12 canzoni pronte all’incisione, è tornato così ai bei tempi di capolavori quali ”Cosmo’s Factory” del 1969 - come evidenzia la frizzante ”Creedence’s Song” dove addirittura esclama in coda al brano “ Non ti sbagli mai / se sai suonare un po’ di quel groove alla Creedence!” - saltando a piè pari con questo nuovo “Revival” buona parte della sua carriera solista ( peraltro niente male!) in favore dell’essenza, del less is more.
Lo stato di grazia di John Fogerty è evidenziato un po’ in tutto il cd: nella ballad “Broken Down Cowboy” una onesta e emotiva canzone su un personaggio che esce a testa alta dalle asperità della vita, Fogerty dimostra una umanità non comune fra le rockstars. “ … ed anche se a me le cose sono andate decisamente meglio - afferma John - conosco bene la sua prospettiva, la sincerità di dire sono caduto in basso ma mi sono rialzato da solo!”.
Eletto presso la Rock & Roll Hall of Fame di Cleveland nel 2005, il californiano Fogerty torna con “Revival” alla Fantasy record, l’etichetta che lanciò Creedence Clearwater Revival nel tardo 1967, un evento che lo stesso John definisce “ Surreale!, dopo 35 anni di litigi siamo tornati nelle aule dei tribunali siamo tornati insieme più elettrizzati di allora, dopo il nostro primo successo!”. Ma chi è rimasto degli uomini di allora, chiediamo incuriositi: ”Nessuno, naturalmente! I più anziani che avevano resistito fino al 2005 sono stati licenziati quando la società ha perso la causa che gli avevo intentato 35 anni prima …”. Quando si dice la tenacia!
Il ritorno di John Fogerty con “Revival” evidenzia soprattutto il senso della musica delle radici, di quel roots sound che ha fatto la fortuna di grandi artisti venuti dopo John come The Blasters di Los Angeles che la blueseggiante ed armonicistica “Long Dark Night”ricorda a buona ragione o come in “Natural Thing“ con tench all‘organo in bella evidenza.
“Revival” è insomma una boccata di aria fresca proprio come lo furono i dischi dei Creedence nell’era dell’eclettismo quando Fogerty cambiò l’America che stava cambiando con canzoni apparentemente innocue ma che anno dopo anno hanno assunto un ruolo, una autorevolezza storica ( si pensi a “Bad Moon Rising”, “Proud Mary”, “Born on The Bayou”, “Fortunate Son”, “Have You Ever Seen the Rain”, “Green River”, “Travelin’ Band”, “Rockin’All Over The World”, “Lodi”). le canzoni di “Revival” vanno nella stessa direzione, nella direzione di un’America alle porte di un nuovo cambiamento.
di Ernesto de Pascale
Bon Jovi ha minacciato di fare causa all'azienda produttrice di una bevanda energetica che, secondo lui, sfrutterebbe il suo nome ed i suoi slogan. Si tratta di Mijovi e Carrington è colui che ne ha inventato il marchio: 'My jovial life', dicendo di aver preso spunto dal nome della sua ex compagna