Milano, 21 Novembre 2007-
"Che bello, è piovuto. Sembrava un videoclip". Laura Pausini ammette di aver capito fino in fondo l’ 'effetto San Siro' solo la mattina dopo il suo concertone al Meazza, incrociando in aeroporto plotoni di fan festanti che la ringraziavano dello show nonostante le proibitive condizioni meteo di una notte da tregenda. "Era la prima volta che mi esibivo in uno stadio così grande e pensare di farlo sotto la pioggia battente mi ha messo addosso per tutto lo spettacolo un’ansia tremenda. Temevo che, distratta dalle mille emergenze di una giornata critica, non mi sarei goduta l’evento e invece, pioggia o non pioggia, è andata bene. Anche se ho avuto la chiara percezione di ciò che è stato solo scorrendo le immagini di questo dvd", ammette lei presentando in un atelier milanese 'San Siro 2007', fedele documentazione dell’impresa (nei negozi dal 30 novembre) accompagnata in libreria dal volume fotografico 'Fai quello che sei - Io canto'.
"Mollare? Davanti a quella marea montante di persone inzuppate ma felici non ci ho pensato nemmeno un secondo. D’altronde sono una che quando comincia una cosa porta a casa il risultato, altrimenti non riesce a darsi pace".
Pubblicato in doppia versione (dvd o dvd + cd), questo nuovo album dal vivo dell’eroina di 'Strani amori' arriva a soli tre anni da 'Live in Paris' sulle ali di un concetto tanto semplice quanto realista: "E quando mi ricapita di cantare a San Siro?".
Ora, però, i due milioni di copie venduti da «Io canto» e la montagna di riconoscimenti incassati sulle due sponde dell’Atlantico, rendono la convinzione un po’ meno decisa, lasciando aperti i cancelli ad un possibile ritorno sotto i riflettori della cattedrale del calcio nell’estate 2009 "possibilmente senza ombrelli". Entro il prossimo autunno, infatti, Laura potrebbe dare alle stampe un nuovo album di inediti.
"Per scegliere o scrivere canzoni in cui mi riconosco ho bisogno di vivere la vita di tutti i giorni e in questi ultimi tempi, tra serate di gala, premiazioni, e inviti in tv, non mi è accaduto molto", spiega. "Un disco cresce lentamente, passo dopo passo. In questi anni, ad esempio, ho scritto 26 pezzi, ma solo un paio hanno poi retto alla prova del tempo". Nel nuovo cd potrebbe esserci pure l’impronta di Ennio Morricone. "Due anni fa ho chiesto al Maestro un arrangiamento orchestrale per "La donna cannone" di De Gregori da mettere i "Io canto", ma i nostri impegni non coincidevano e ci siamo visti costretti a rimandare l’appuntamento. Ora mi ha fatto avere alcune cose e non vedo l’ora di vedere se riesco a farle mie".
Frattanto ascolta gli altri. "Mi è molto piaciuto "Poche parole", il pezzo duettato da Giorgia con Mina. Certe colleghe sarebbero uscite a pezzi dal confronto con la Leggenda, Giorgia no. E’ stata bravissima. Anche se io oggi come oggi a Mina preferirei cantanti tipo Amy Winehouse o Alicia Keys. Intanto, a proposito di duetti, ho accettato l’invito di Miguel Bosé a raggiungerlo il 5 dicembre al DatchForum per cantare assieme 'Te amaré' ".
di Andrea Spinelli