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Musica

STAR IN ASCESA

Kate Nash conquista il pubblico
in un concerto spettacolare

Il concerto dell’altra sera al Bowery Ballroom di New York è stata la definitiva consacrazione di questa promettente ragazza irlandese. Kate Nash è un'artista pop, ma le sue canzoni non sono mai banali, con linee melodiche fantasiose e accattivanti

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New York, 15 genneio 2008-La bambina capricciosa conquista il pubblico americano. Il concerto dell’altra sera al Bowery Ballroom di New York è stata la definitiva consacrazione di questa promettente ragazza irlandese (ma inglese di adozione), che in poco meno di quattro mesi ha stregato il pubblico d'oltre oceano e non solo.

 

La sua prima esibizione a New York è stata a settembre del 2007 e il suo debutto discografico è avvenuto solo l'8 gennaio, ma Kate Nash è già una star. Il suo album "Made Of Bricks" è balzato in cima alle classifiche inglesi alla prima settimana di uscita e ci sono i presupposti per un ottimo risultato anche negli Stati Uniti.

 

Kate Nash è un'artista pop, ma le sue canzoni non sono mai banali, con linee melodiche fantasiose e accattivanti. La ventunenne irlandese è una cantastorie e nei suoi pezzi racconta la realtà con una schiettezza disarmante tipica dei più piccoli, cambiando repentinamente il ritmo e ripetendo spesso parole veloci, come una bambina capricciosa, per poi tornare a delicate parole, quasi sussurrate.

 

Nonostante l'eta, Kate Nash ha una voce sorprendentemente matura e sembra essere a suo agio sul palco. È molto brava al pianoforte, dove vanta attimi di virtuosismo, ma se la cava anche con la chitarra, con la quale sottolinea le parti più sommesse e malinconiche della sua  performance, che per il resto è allegra e spumeggiante.

 

Al Bowery Ballroom Kate Nash ha proposto tutti i suoi pezzi, in un concerto abbastanza lungo per una semi debuttante. Da "Pumpkin Soup", ritmata e giocosa, a "Merry Happy" passando per "Mouthwash", e finendo con "Foundation", il singolo più famoso che intona a fine concerto, la ragazza nata a North Harrow trascina il pubblico in una danza a metà fra la musica folk e il pop. Dei pezzi eseguiti alla chitarra, oltre alla già popolare "Bird", il migliore è "Dickhead" nel quale con parole abbastanza esplicite critica un ragazzo che rovina sempre tutto, ed in questo pezzo che si sente una Kate Nash romantica e molto più matura. La melodia, con un gioco di bassi sulla chitarra, è malinconica.

 

La parte finale del concerto è in crescendo: i suoni si fanno chiassosi e Kate Nash tira fuori una grinta che non ci si aspetta da quel suo fare tutto bon ton e urla, salta e si agita sullo sgabello del piano. Poi, quando il pezzo, è concluso ritorna in sé , sorseggia il the, si aggiusta la zazzera rossa e ringrazia con una vocina dolce e sommessa.
Nonostante le richieste la piccola promessa del pop concede un solo bis, dove interpreta un brano che sembra la  lettura di un racconto con un sottofondo  musicale, estremamente teatrale e sentito. Un esercito di ragazze si affanna ad applaudire, ma si scorge qua e là anche qualche signore un po' più avanti negli anni. Ora che ha conquistato la costa est, Kate Nash si lancerà verso ovest, dove proseguirà il suo tuor al Troubadour di Los Angeles. E anche nella città delgi angeli i biglietti per assistere alla performance della bambina prodigio sono già esauriti.

di Dalila Pasotti










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